Morta Onorina Mattini, testimone delle foibe istriane

Onorina Mattini esule di Pinguente a Udine era del 1924 ed è mancata in questi giorni. Ho avuto modo di intervistarla in più occasioni sull’esodo della sua famiglia, privata del padre Francesco, perché ucciso in una foiba dai titini. “Frane, vien un momento via con noi, i gà dito”. Così mi ha raccontato Onorina Mattini. “Erano in due – ha aggiunto la signora Mattini – hanno portato via così mio padre, come in amicizia. Bruti cativi!”. Era il 15 settembre 1943. Hanno usato il diminutivo, vezzeggiativo in lingua croata “Frane”, per “Francesco”. Egli era un addetto dell’impianto pompe dell’acquedotto militare di Pinguente. Francesco Mattini, classe 1895, non era una camicia nera. Non era un militare. Era un impiegato civile. Lo hanno ammassato nella scuola del paese, divenuta per l’occasione Narodni Dom (Casa del Popolo), assieme a tanti altri italiani del posto da eliminare.

“Mio papà è stato visto prigioniero dei titini da mio fratello Vittore Mattini, lì in quella scuola – ha spiegato Onorina – dove gli ha portato una coperta, dato che le guardie titine lasciavano passare i bambini. Lui gli aveva dato un biglietto da portare alla mamma. Poi è scomparso. Non abbiamo saputo più niente”. Ecco la frase detta da molti istriani, stupiti ancor oggi delle uccisioni in foiba. Chi mai si sarebbe immaginato che malmenavano, torturavano, uccidevano e gettavano nelle foibe i loro stessi paesani, i vicini di casa. Fin qui la testimonianza di Onorina Mattini, esule a Udine, da me ascoltata il 30 ottobre 2015. Francesco Mattini finì con tutti gli altri italiani prelevati e imprigionati, con tutta probabilità nell’Abisso Bertarelli. “Fu infoibato nei giorni tra il 27 e 30 settembre 1943”, come hanno scritto i figli, Onorina e Vittore, il 27 dicembre 2006, in una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, per ricevere dallo stato italiano un riconoscimento pubblico.

Condoglianze ai familiari.

Elio Varutti
Dirigente del comitato provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

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Udine, Villaggio metallico, Via Monte Sei Busi, 1952. Da sinistra: Maria Osso, Maria Cerri, Ugo Cerri, Pietro Buttignoni (l’artigliere), Onorina Mattini, Bruno Mambelli, Angelo Totaro (bambino) figlio di Uliana Buttignoni e Maria Buttignoni.
Coll. famiglia Mattini, Udine.
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