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Mesic: ”La storia non si può modificare” (Voce del Popolo 19 gen)

ZAGABRIA – Nel corso delle celebrazioni per il 65.esimo dell’istituzione del X corpus zagabrese dell’Esercito popolare di liberazione, il Capo dello Stato Stjepan Mesić ha sottolineato che oggidì dobbiamo essere consapevoli che l’attuale Croazia non esisterebbe se più di sessant’anni fa non ci fossero stati l’antifascismo e l’eroica lotta dei partecipanti alla II guerra mondiale. Affermando che qualcuno potrebbe giudicare la manifestazione come “un raduno di strani nostalgici, innamorati del passato che non sono capaci di vedere il presente”, ha detto: “parlino pure”. “Se l’esigere che nella vita quotidiana, incluso il programma scolastico, si senta ciò che recita la Costituzione, vale a dire le radici antifasciste, significa essere nostalgico, allora tutti coloro che vogliono un futuro di questo Paese, una sua prospettiva nell’Europa unita, nata sulle basi dell’antifascismo, devono essere altrettanto nostalgici. Con me come presidente della Repubblica in testa”, ha detto Mesić.

“Non siamo nostalgici. Guardiamo in faccia alla realtà e siamo consci che gli antifascisti croati, con in testa il maresciallo Josip Broz Tito, hanno salvato l’onore del popolo croato”, è stato categorico, aggiungendo che i crimini commessi da parte dei vincitori, che purtroppo si sono verificati, non devono compromettere l’intera lotta antifascista. “Nessun crimine può venire giustificato, anche se per quello commesso per vendetta si potrebbe trovare qualche spiegazione, il che non è il caso delle persecuzioni e liquidazioni su base nazionale o religiosa. Per questi non esistono né giustificazioni, né spiegazioni e non ce ne saranno mai a prescindere dal pensiero di alcuni revisionisti. Dirò di più: affermo chiaro e tondo che è intollerabile il solo pensare di porre sullo stesso piano i simboli del nazifascismo e della lotta antifascista, almeno qui da noi. Voi avete combattuto con il tricolore croato nel quale c’era la stella rossa, un simbolo di lotta per la libertà che deve restare tale. La storia non si può, né deve modificare”, ha concluso Mesić.

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