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«Eterna Pirano» mostra di richiamo – 31lug13

Pirano. Fino alla metà di febbraio del prossimo anno, il Museo del mare “Sergej Mašera” ospita la mostra “Eterna Pirano”, con reperti derivanti da ritrovamenti archeologici nel territorio municipale, che ne circoscrivono la storia. Si tratta della più ricca ed ampia esposizione di materiali archeologici legati al patrimonio storico-culturale piranese sinora esposti nell’ente museale.

Ad occuparsene è stata in primo luogo la curatrice archeologica Snježana Karinja, la quale ha rilevato l’importanza delle informazioni addizionali, presentate a fianco degli oggetti, al fine di illustrare le modalità dei ritrovamenti. “Attraverso l’archeologia, questa mostra si propone di tracciare l’evoluzione dello stile e del gusto dell’arte di Pirano”, osserva il direttore del museo, Franco Juri.

Alcuni materiali erano custoditi nei magazzini dell’ente piranese, mentre altra oggettistica è gestita dal Museo archeologico di Pola, come ad es. il cofanetto in avorio di epoca bizantina, che secondo gli archeologi è giunto a Pirano nel decimo secolo da Venezia. Il prezioso artefatto è stato ritrovato durante gli scavi presso il sito del Duomo di San Giorgio, ma dal 1921 è passato al Museo polese.

Tra i pezzi esposti, anche la fibula a immagine di pavone del VI secolo, ritornata anch’essa alla luce nel sito presso la Chiesa di Pirano nel 1991. Altri pezzi, come dei prodotti in vetro e ceramica, testimoniano il probabile insediamento già nell’età del bronzo nel circondario dell’area dove oggi è ubicata Piazza Primo maggio. Parte dei reperti – tra cui i più recenti sono rappresentati da ceramiche risalenti all’Ottocento, ritrovate in mare e restaurate – compongono la collezione archeologica permanente dell’ente. La specificità dell’esposizione si presta anche a visite organizzate per le scuole.

“A settembre intendiamo introdurre dei programmi didattici con workshop e attività mirate”, spiega Juri, auspicando di aprire l’evento a quante più scuole del Paese e dell’intera Istria. Attualmente il museo piranese registra presenze fisse di visitatori, tra cui molti turisti provenienti dai mercati più tradizionali, ma anche da Australia, Giappone e Finlandia.

Un incentivo è dato pure dalla modifica alle tariffe d’ingresso, da cui sono esentati i ragazzi fino ai quindici anni, alleggerendo la spesa per le famiglie. La mostra, inserita nell’ambito dei progetti europei “Openmuseums” e “Adristorical lands”, è stata realizzata in collaborazione con diversi enti, tra cui il Museo archeologico di Pola, l’Istituto per il patrimonio del Mediterraneo (nell’ambito del Centro di ricerche scientifiche dell’Università del Litorale), il Museo nazionale della Slovenia e l’Ente per la tutela del patrimonio culturale della Slovenia (unità di Pirano).

Di recente, l’ente museale ha riallestito pure la mostra dedicata al restauro e ai restauratori che hanno operato tra le sue mura. Tra questi ha un posto di rilievo Leopold Belec, operante anche in seno all’associazione “Anbot”. La raccolta, curata da Duška Žitko, dopo essere stata esposta nella sede di Palazzo Gabrielli, rimane visibile al pubblico nell’aula del municipio fino al 6 agosto.

jb / “la Voce del Popolo” 30 luglio 2013

 

 

 

Pirano, una delle sale della mostra (foto “la Voce del Popolo”)

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