L’esodo della famiglia Sullini da Fiume

Che ci fa nell’Archivio di Bad Arolsen (Germania) un documento dell’Associazione Nazionale per la Venezia Giulia e Zara (ANVGZ), Comitato Provinciale di Genova?

Si tenga presente che gli Archivi Arolsen sono un Centro internazionale di documentazione sulla persecuzione nazista. Costituiscono l’archivio più completo al mondo riguardo alle vittime e i sopravvissuti del nazionalsocialismo. Lì sono confluiti pure certi documenti sui movimenti dei rifugiati nel dopoguerra. Altra nota da tener presente è che l’ANVGZ, attiva dal 1945, è la sigla della denominazione originaria dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), sorta nel 1948. Si deve sapere che determinati Campi di concentramento nel dopoguerra vengono utilizzati per accogliere rifugiati, sfollati, apolidi e optanti per l’Italia provenienti dall’Istria, Fiume e Dalmazia appena annesse alla Jugoslavia, secondo il trattato di pace del 10 febbraio 1947. Sono i Campi IRO e sono utilizzati per il disbrigo delle pratiche concernenti l’emigrazione, solitamente Oltre oceano.

C’erano Campi IRO a Trieste, a Carinaro (CE), a Trani (BA), a Pagani (SA), a Bagnoli, di Napoli, a Palese (BA) e in altre parti d’Italia. Ce n’erano anche in certi paesi d’Europa, come a Bremerhaven, Aurich e a Berlino (Germania), come hanno raccontato i Salucci Bazzara, passando dall’Istria all’Australia, con incubi tremendi sulle foibe. L’Organizzazione Internazionale per i Rifugiati (International Refugee Organization = IRO) era un’organizzazione intergovernativa fondata il 20 aprile 1946 per affrontare l’enorme problema dei rifugiati creato dalla seconda guerra mondiale. Una commissione preparatoria ha iniziato le operazioni quattordici mesi prima. Nel 1948, il trattato che istituisce l’IRO entrò formalmente in vigore e l’IRO divenne un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. L’IRO assunse la maggior parte delle funzioni della precedente Amministrazione delle Nazioni Unite per il soccorso e la riabilitazione. Nel 1952 le operazioni dell’IRO cessarono e fu sostituito dall’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

Qui c’è la storia della famiglia Sullini, esule di Fiume (vedi foto di apertura). È un pezzo di vita ricostruita solo in base ai documenti ritrovati nel web, grazie agli Archivi Arolsen.

Gualtiero Sullini, nato a Fiume il 27 agosto 1918, con la famiglia è profugo a Genova dal 28 luglio 1948. È figlio di Gualtiero e di Edmea Stupar. Prima del 1935 il suo cognome era Schulz. Dichiara di parlare l’italiano e il croato. Forse sa pure il tedesco. Come emerge dal suo curriculum Gualtiero, in seguito alle scuole professionali di Fiume, dal 1933 al 1938, lavora ai Cantieri navali Quarnaro, in qualità di meccanico apprendista, abitando in via Tarsatica, 18. Richiamato alle armi dal 1938 al 1943 è meccanico motorista nella Regia Marina Italiana a Pola, nella Venezia Giulia e alle Bocche del Cattaro. Si ricorda che, dal 1941, Boka Kotorska (Jugoslavia) diviene provincia di Cattaro del Regno d’Italia. Dopo l’8 settembre 1943 Sullini è disoccupato e abita a Pola, in via dei Franchi. Dal 1944 al 1945 è meccanico motorista all’Officina meccanica “Vulcan” di Sussak (Jugoslavia), vicino a Fiume. Nel 1946 è occupato di nuovo ai Cantieri navali Quarnaro di Fiume (Venezia Giulia occupata dai titini) nella sua via Tarsatica. Dal 1946 al 1948 entra nel coro del Teatro dell’Opera di Fiume, divenuta Rijeka.

Poi, con i passaporti del Consolato italiano di Zagabria, del 18 maggio 1948, c’è l’esodo da Fiume assieme a Maria Turolo, nata Schulz e vari famigliari. Vengono via da Fiume perché “non piaceva il sistema comunista, in cui tutta la gente è controllata, mancando la libertà di idee e di espressione, non c’è libertà per il lavoro, ma tutto il lavoro è per lo stato e le persone sono perseguitate se non sono interessate al regime comunista” (vedi: Questionnaire, Sullini Gualtiero, Genova, Jan. 12. 1950. In Archivi Arolsen; traduzione dall’inglese del cur.).

Transitano per Trieste e per il Centro di smistamento profughi di Udine, prima di giungere in Liguria. A Genova Gualtiero Sullini è autista nel reparto di Lavori di bonifica da mine e da ordigni bellici inesplosi e risiede in via della Marina. Nel capoluogo ligure Sullini, il 4 gennaio 1950, fa Domanda di assistenza IRO sulla carta intestata del locale Comitato provinciale ANVGZ (vedi foto sopra, Archivi di Arolsen), precisando, in base al trattato di pace del 10 febbraio 1947, di aver optato per la cittadinanza italiana, con regolare approvazione della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia.

La moglie di Gualtiero è Erminia Valdemarin, figlia di Antonio e di Maria Glusich, nata a Pola il 18 luglio 1925. Gualtiero ed Erminia hanno due figli: Roberto, nato a Fiume il 17 marzo 1944 e Laura, nata a Genova il 28 aprile 1949. Vorrebbero andare all’estero, in Australia, perciò lui fa domanda presso gli uffici dell’IRO. Lo inviano a Milano, dove il giugno 1950 ottiene l’attestato di Mechanical maintenace man (addetto alla manutenzione meccanica). Vedi foto sotto, Archivi di Arolsen. È il certificato n. 15.239, sembrerebbe pronto per emigrare. Il 30 aprile 1951, invece, Gualtiero Sullini viene dichiarato “ineligible” (non idoneo) dagli uffici dell’IRO, nonostante le richieste di meccanici in vari paesi esteri, come in Messico. Il cognome Schulz del Sullini, prima del 1935, forse ha inciso su tale diniego. Ecco un’annotazione rilevabile dai documenti: “Ethnic origin: austrian” (origine etnica austriaca). Già, perché nel documento di fondazione dell’IRO è specificato che le persone di origine etnica tedesca espulse dai rispettivi paesi di nascita “non sarebbero stati di competenza dell’Organizzazione”. Così si chiude questo pezzo di storia della famiglia Sullini di Fiume, esule a Genova.

Cenni bibliografici e del web (consultazione del 17.3.2022)

– Arolsen Archives, Archiv zu den Opfern und Überlebenden des Nationalsozialismus, Bad Arolsen, Deutschland, personen Sullini Gualtiero, geburtsdatum 27.08.1918.

– Elio Varutti, Vines. Mio marito con Harzarich in foiba a tirar su italiani uccisi dai titini, on line dall’8 ottobre 2020 su evarutti.wixsite.com

Note – Progetto e attività di ricerca di: Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking di Girolamo Jacobson e E. Varutti. Lettori: Claudio Ausilio (ANVGD di Arezzo) e il professor Enrico Modotti. Copertina: Documento dell’ANVGZ di Genova dagli Archivi Arolsen (Germania). Ricerche per il blog presso l’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web: https://anvgdud.it/

Tessera della sede regionale di Udine dell’Associazione Nazionale per la Venezia Giulia e Zara (ANVGZ) n. 494 del 20 dicembre 1947, intestata all’esule Zonta Maria, figlia di Giovanni e di Maria Cossiani, nata a Parenzo (Regno d’Italia) il 25 febbraio 1925, di professione insegnante. È profuga dal 1946. Dimora presso le Suore della Provvidenza di via Ronchi a Udine. Si riconoscono le firme di don Luciano Manzin, presidente dell’ANVGZ regionale e quella dell’architetto Carlo Leopoldo Conighi, vice presidente del sodalizio stesso. Archivio dell’ANVGD di Udine.

Fonte: Elio Varutti – 20/03/2022

0 Condivisioni
Torna su