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Le foibe e l’esodo nella stampa lombarda dell’epoca

Giovedì 12 maggio alle ore 18:00, in diretta sulla pagina Facebook ANVGD di Milano. Per far conoscere e tramandare la storia della Venezia Giulia, si terrà una nuova conferenza durante la quale il prof. ANTONIO MARIA ORECCHIA ci parlerà di

LE FOIBE E L’ESODO TRA STORIA E CRONACA,
NELLE PAGINE DEI GIORNALI LOMBARDI
AGLI ALBORI DELLA REPUBBLICA

ANTONIO MARIA ORECCHIA è professore associato di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi dell’Insubria(Varese-Como) dove insegna «Storia contemporanea» nel Corso di Laurea triennale in Scienze della Comunicazione e «Storia del Giornalismo» nel Corso di Laurea magistrale in Scienze e Tecniche della Comunicazione.

Dal 2011 è editorialista del quotidiano «La Prealpina» e per il settimanale «Lombardia Oggi» cura la rubrica di storia e cultura «L’Emporio», nonché ricopre la carica di direttore scientifico del Centro di Ricerca Mass Media e Società: storia e critica dell’opinione pubblica.

Il volume presentato dal Prof. Orecchia si colloca in un ruolo di primo piano all’interno della pur corposa bibliografia inerente alle foibe, alla questione giuliana e all’esodo degli italiani dopo il secondo conflitto mondiale dalle terre istriane e dalmate.

Il gruppo di giovani studiosi, Lorenzo Giudici, Boris Marantelli, Amabile Stifano e Camilla Zanetti, coordinato e diretto da Antonio Maria Orecchia, ha potuto dare alle stampe, grazie al sostegno dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dell’Università dell’Insubria di Varese, un accurato quanto esteso lavoro di ricerca di quanto pubblicato sull’argomento “Foibe ed Esodo” sui giornali della Lombardia dal 1945 al 1954, anno del compromesso italo-jugoslavo sulla questione del Territorio libero di Trieste.

In questo saggio vengono per la prima volta organicamente presentati al lettore più di duecento contributi documentali apparsi lungo l’arco di nove anni su oltre quaranta testate giornalistiche, di diverso riferimento politico e locale, dal «Corriere di Milano» al «Corriere Prealpino», «La Prealpina», l’«Avanti!», «l’Unità» e «Il Popolo». Tralasciando consapevolmente, la ricerca storica qui presentata, da ogni nesso ideologico, al fine di evitare facili semplificazioni e inopportune schematizzazioni, l’équipe di studiosi presenta, in una modalità progettuale largamente innovativa e senza alcun commento, il progetto narrativo/documentale.

Viene lasciato quindi al lettore la possibilità concreta di costruirsi, passo dopo passo, un’opinione basata solo sulla testimonianza evidente di quelle vicende e in particolare, come notano i redattori della ricerca, sui concetti divulgativi con i quali, i diversi orientamenti politici presenti nel nostro Paese, cercarono in quei giorni e in varia maniera di strumentalizzare e presentare in diversi modo al pubblico la tragedia umana che si stava consumando in Istria e Dalmazia.

Sulle implicazioni che ebbero per la coscienza nazionale italiana le questioni rappresentate dalla raccolta documentaria di questo volume si interroga lo stesso Antonio Maria Orecchia nella sua densa introduzione all’approfondimento
giornalistico.

Una vera frattura del sentimento nazionale e identitario, si è consumata su quegli stessi territori e in quelle medesime terre dove trenta anni prima la consapevolezza nazionale italiana sembrava essersi coagulata ed era quindi stata avvertita come finalmente autentica nell’accanita difesa di quegli identici confini durante la Grande Guerra.

A motivo delle ragioni ricordate in questo volume dallo stesso Orecchia, le circostanze drammatiche che connotarono la primavera del Quarantacinque nei territori orientali non costituiscono, a tutt’oggi, un patrimonio di memorie realmente condiviso dalla totalità della popolazione nel nostro Paese.

Questa ricerca, con le impressioni che comunica e le considerazioni che suscita, può costituire un rilevante passo in più verso una conoscenza equanime e una comprensione realistica di una pagina imprescindibile della nostra storia contemporanea nazionale.

La videoconferenza sarà successivamente visibile sul canale YouTube ANVGD Comitato di Milano.

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