ANVGD_cover-post-no-img

L’archivio fiumano del Vittoriale (Giornalblog 14 dic)

di Giuseppina Caldera

Le carte degli archivi dannunziani conservati al Vittoriale fanno parte della storia letteraria, politica e di costume dell’Italia del ’900. Una quantità smisurata di documenti che d’Annunzio volle custoditi nelle colonne degli Archivi, costruite appositamente nel complesso del Vittoriale.

Tra gli archivi dannunziani, il fiumano è forse il meno conosciuto: solo illustri storici fino a ora vi si sono soffermati. L’«Archivio generale fiumano» comprende numerosi fondi costituitisi, per lo più a Fiume, dalla fine del ’18 fino alla metà degli anni ’70. Centinaia di migliaia di carte (in oltre 400 cassette) che riuniscono le testimonianze dei governi succedutisi a Fiume dalla fine della Grande Guerra al ’24, dell’evento dell’Impresa dannunziana del 12 settembre ’19 con la breve stagione della Reggenza italiana del Carnaro e dei giovani legionari combattenti. Documenti rigorosi che registrano la vita della città con il suo porto, dei suoi cittadini e dei militari assediati. In un corpus di circa 5.000 fascicoli vi è anche la corrispondenza fiumana pervenuta al poeta: lettere, messaggi, cartoline, memorie, fotografie di chi condivise con lui l’Impresa e di tanti altri che aderirono da lontano alla causa di Fiume. Dunque, carteggi di uffici, di comandi militari e carteggi privati: una fonte che attende di essere esplorata e riscoperta. Per l’Archivio fiumano, il Vittoriale sta portando a compimento la creazione di una base dati, consultabile in loco e sul web, nell’ambito del Progetto Archivi del Novecento (www.archividelnovecento.it). Oggi la base dati dell’Archivio fiumano conta almeno 20mila record, equivalenti ad altrettanti fascicoli e documenti riordinati e schedati. L’idea del Progetto è una rete di archivi on line e il dialogo tra archivi diversi.

 

0 Condivisioni

Scopri i nostri Podcast

Scopri le storie dei grandi campioni Giuliano Dalmati e le relazioni politico-culturali tra l’Italia e gli Stati rivieraschi dell’Adriatico attraverso i nostri podcast.