ANVGD_cover-post-no-img

La ”vignetta” ha (ri)chiuso il confine (Il Piccolo 22 gen)

LETTERE

Entro il 31 gennaio, i miei concittadini che volessero, magari una o due volte l’anno, recarsi con un mezzo proprio a Capodistria, Isola, Pirano e percorrere quei 4/5 chilometri di similautostrada, magari per portare un fiore nei loro cimiteri o il semplice attraversamento per recarsi in Istria via costa, hanno l’obbligo di acquistare la famigerata vignetta/rapina.

Vie alternative non ce ne sono; o almeno, come si sa, sono le seguenti: 1) cercare strade interne tortuose con il rischio di trovarsi improvvisamente in una superstrada con obbligo vignetta, oppure incorrere in trabocchetti (dal Belvedere di Isola a Capodistria, per chi proviene da Portorose la strada si trasforma improvvisamente in superstrada). 2) Rinunciare definitivamente a recarsi in quei luoghi. 3) Sborsare 95 euro e accorgersi nostro malgrado che i vicini sloveni scorrazzano gratis per la nostra autostrada che ci è costata milioni di euro. Ho già visto in azione i controllori sloveni ai posti di blocco, evidentemente fanno le prove generali.

Da informazioni assunte presso i miei conoscenti, molti, anzi moltissimi triestini, stanno scegliendo il punto 2 e cioè non acquisteranno o non rinnoveranno più la vignetta, non tanto per i soldi, ma per un puntiglio. Il confine, per noi, a questo punto è più chiuso di prima, altro che Europa e il nostro sindaco per andare a bere un caffè dal suo amico Popovic dovrà pagare, mentre Popovic verrà da lui gratis.

Lettera firmata

0 Condivisioni

Scopri i nostri Podcast

Scopri le storie dei grandi campioni Giuliano Dalmati e le relazioni politico-culturali tra l’Italia e gli Stati rivieraschi dell’Adriatico attraverso i nostri podcast.