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La questione giuliana nei documentari cinematografici – 21gen13

La memoria degli eventi che interessarono e sconvolsero la Venezia Giulia nel corso e dopo la Seconda guerra mondiale è custodita, oltre che dai protagonisti, dalle testimonianze, dalle fonti e dalle ricerche storiografiche, da una significativa quantità di filmati d’epoca, che comunicavano – in tempo reale si direbbe oggi – notizie e immagini di quanto avveniva nei territori contesi tra il 1943 e ben oltre il 1945. Ma l’attenzione della documentaristica cinematografica su quegli accadimenti venne meno piuttosto rapidamente, via via che ci si allontanava temporalmente, e non solo, dallo scomodo scenario che ricordava all’Italia il conflitto, la sconfitta, la mutilazione di una regione quasi intera dal territorio nazionale.

 

A recuperare quegli antichi filmati e riportarli oggi all’attenzione del pubblico e degli operatori di settore è il libro di Alessandro Cuk La questione giuliana nei documentari cinematografici, edito da Alcione, nato con l’intento – come l’autore scrive nella Introduzione – di colmare «un vuoto che è durato per almeno mezzo secolo». A ciascuna produzione dell’immediato dopoguerra Cuk dedica una scheda nella quale rievoca le circostanze delle riprese, perché – come egli scrive – «i documentari che sono stati realizzati nell’immediato dopoguerra […] descrivono nell’immediatezza dei fatti le tragedie che si sono consumate al confine orientale».

 

L’interesse per «quella massa enorme di persone in fuga» si conservò sino al 1954, con la consumazione dell’ultimo esodo dalla Zona B dell’Istria e il ritorno di Trieste all’Italia. Gli anni a seguire videro affievolirsi l’attenzione e la sensibilità per quella storia, fino ad espungerla quasi del tutto dalla coscienza pubblica italiana.

 

Ma il recupero della memoria avviato dal Giorno del Ricordo, e prima ancora alimentato dalle comunità degli esuli e dalle associazioni rappresentative, ha  riaperto il grande libro della storia dell’italianità adriatica, ed anche la filmografia ha conosciuto, nell’ultimo decennio almeno, un rilancio consistente di produzioni che hanno  valorizzato materiali d’archivio ed avviato una cospicua, nuova serie di testimonianze delle quali si conta ormai un numero rilevante. La seconda parte del saggio di Cuk è dedicata alle nuove produzioni, delle quali riassume le sceneggiature e fornisce tutti i dettagli di produzione.

 

Dalla sua disamina si segnalano, per numero e qualità, le realizzazioni della Anvgd, come «Esodo. La memoria negata» e «L’Italia dimenticata», e i docu-film «Ritorno a casa» e «Il vento dell’Adriatico» (tutte produzioni della Venice Film), questi ultimi dedicati in particolare alle giovani generazioni. Ma il catalogo è ampio, e comprende molti titoli tra i quali scegliere, augurandoci che questa prima silloge curata da Cuk possa dover essere ancora implementata con i nuovi progetti oggi in fase di definizione.

 

© Anvgd nazionale

 

 


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