Incontro a Casa Coen all’EUR

 

Domenica 10 dicembre tre consiglieri e un socio del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia hanno avuto modo di far conoscere meglio la storia degli esuli giuliano-fiumano-dalmati a uditori molto attenti e partecipi, su invito di Diego Vettorello, trevigiano stabilitosi a Roma e di Giovanna Coen, esponente di spicco della comunità ebraica e figlia di ebrei di Rodi, dove la comunità era italofona e felicemente integrata nell’isola fino alla deportazione nei campi di sterminio nazisti, in cui perirono quasi tutti.

Nella loro casa dell’Eur (quartiere limitrofo al Giuliano-Dalmata), i consiglieri Eufemia Giuliana Budicin, Gianclaudio de Angelini, Teresa Pellizzer e il giovane neolaureato Matteo Gallo, hanno avuto modo d’incontrare un gruppo di circa quaranta persone convenute per ascoltare dal vivo 2000 anni di storia dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, da quando entrarono nell’orbita di Roma, per esserne poi staccate dall’avversa fortuna. Gianclaudio de Angelini ha dato conto del legame che sempre ha unito le due sponde dell’Adriatico, specialmente della penisola istriana che già Augusto aveva incluso nella X Regio italica (Venetia ed Histria). Proprio il dialetto della città d’origine dei quattro esponenti della comunità degli esuli partecipanti all’incontro, Rovigno d’Istria, ben diverso dall’istroveneto, che è ancora parlato anche in altre località dell’ Ager di Pola, è la prova più evidente di come la lingua autoctona dell’Istria, l’Istrioto, derivi direttamente dal latino parlato dai legionari ivi insediatisi, al pari del Dalmatico ormai estinto, e fosse sopravvissuto al veneto adottato come lingua franca in tutto l’Adriatico orientate. De Angelini ha spiegato inoltre la tragedia delle foibe, comprendente anche le altre forme di terrore, dell’esodo e dell’accoglienza riservata ai profughi. Ha rimarcato che nelle foibe sono finiti persino antifascisti non filotitini, e che molti di questi sono andati esuli. I presenti, vivamente interessati alla nostra storia, hanno rivolto numerose domande per cui gli interventi degli altri soci sono stati rinviati ad un prossimo incontro. Durante la cena gentilmente offerta dai padroni di casa, si è potuto approfondire la reciproca conoscenza di una storia che ci affratella, accomunata dalla condizione di esuli spesso in lotta per affermare la propria identità in una patria immemore o distratta.

Pertanto ci ripromettiamo di continuare con questi incontri, anche nella Casa del Ricordo, fruttuosi non solo per approfondire la storia delle tragedie passate ma altresì con l’auspicio di poter instaurare rapporti amichevoli e duraturi fra le due comunità.

 

Donatella Schürzel

Presidente del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia