Inaugurata la mostra su Ezio Loik, mezzala fiumana del Grande Torino

Estate del 1942, Ferruccio Novo acquista dal Venezia la coppia di mezzali che sta portando i lagunari sempre più in alto: Valentino Mazzola e Ezio Loik. Di fatto, in quel momento inizia la leggenda del Grande Torino. A fine stagione arriva lo scudetto, il secondo della storia granata ma anche la Coppa Italia. Per via della seconda guerra mondiale il campionato poi si interrompe ma quando riprende, nel 1945, quel Torino continua a vincere. Al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata è stata inaugurata la mostra dedicata proprio a una delle due mezzali del Grande Torino: Ezio Loik. La mostra sarà visitabile fino al 12 maggio e contiene, oltre ad alcuni cimeli come la maglia granata indossata nel 1948 dal centrocampista, anche foto inedite e alcune estratti dal libro “Mio papà Ezio Loik”, scritto dalla figlia Mirella.

E proprio Mirella Loik sabato 23 marzo era presente per l’inaugurazione delle mostra, che è stata intitolata proprio “Mio papà Ezio Loik”. “Era un giocatore forte che ha giocato con altri giocatori forti, insieme sono stati straforti. Erano prima di tutto amici dentro lo spogliatoio, mio padre era molto legato a Valentino Mazzola, tra loro c’era anche un grande affiatamento in campo”, ha raccontato proprio la figlia del centrocampista del Grande Torino.

 

I ricordi del Loik calciatore sono stati inframezzati da quelli del Loik uomo e papà. “C’è una cosa che mi ha insegnato mio papà: a non avere paura. A non temere il buio. Avevamo un giardino davanti a casa e la sera mi mandava lì a prendere qualcosa”, ha raccontato sempre la figlia Mirella che, il 4 maggio del 1949, non aveva ancora compiuto quattro anni. Era solo una bambina quando perse il padre ma nel suo libro lo ha fatto rivivere attraverso i ricordi, gli aneddoti e ciò che gli ha lasciato. E a tenere viva la memoria di Loik è ora anche la mostra presente al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata.

Andrea Piva
Fonte: Toro.it – 24/03/2024

All’inaugurazione della mostra era presente una nutrita delegazione di soci e dirigenti del Comitato provinciale di Torino dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, compreso il Presidente Antonio Vatta, esule da Zara e fratello di Sergio, indimenticato allenatore del settore giovanile granata che sotto la sua guida ottenne numerosi successi e portò nel grande calcio tanti giovani del vivaio come Christian Vieri, Gianluigi Lentini, Roberto Cravero e Diego Fuser.

È stata l’occasione per conferire a Mirella Loik, architetto ed autrice del libro dal quale ha tratto ispirazione la mostra, la qualifica di socio onorario congiuntamente all’architetto Corrado Gavinelli.

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