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Il ricordo di Missoni nelle parole di Padre Flaminio Rocchi – 10mag13

Padre Flaminio Rocchi, l’Apostolo dei nostri Esuli, scomparve nel 2003 ma dal suo archivio emerse una lettera che indirizzò ad Ottavio Missoni nel 1999, in occasione della sua elezione a Sindaco del Libero Comune di Zara in Esilio. Ne riportiamo alcuni passaggi che ben definiscono la figura dello stilista dalmato.

 

«San Francesco diceva al frate ortolano di non zappare tutto l’orto, ma di lasciare un angolo allo stato selvatico affinché i fiori e le erbe crescessero allo stato naturale. Nell’orto raffinato e moderno degli stilisti, Missoni mi sembra quell’angolo: zig zag di colori, di luci, di sorrisi. Il “Cantico delle Creature”.

Nei primi incontri anch’io cercavo lo stilista Missoni. Invece ho scoperto con curiosità divertita l’angolo di una baia dalmata, intima e calda, spettinata e dialettale. Lei, Signor Sindaco, Signor cavaliere del Lavoro, non ha mai coltivato un discorso. Ha gettato in mezzo a noi una manciata di parole colorate: la sincerità della natura.»

 

Nel 2011, durante un’intervista al quotidiano “Il Piccolo”, la giornalista Maria Cristina Vilardo ricordò a Missoni quella lettera di Padre Rocchi e così lo stilista ebbe a commentarla:

 

«Ah, ma guarda che bela roba che gà scrito! Straordinario, mi quasi pianzevo quando go leto. Padre Rocchi ha scritto un libro stupendo sull’esodo dei 350 mila giuliani, fiumani e dalmati, senza prender parte per nessuno. Lui raccontava i fatti, i dati, i numeri, e basta. Veniva sempre ai nostri raduni di Zara, che facciamo una volta all’anno».

 

 

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