Il Piccolo – 260308 – Perché l’Arena di Pola rischia il crollo

A causa dello sciagurato intervento di ristrutturazione degli anni
Ottanta, l'Arena di Pola non è stata inclusa sulla lista dei beni culturali
mondiali sotto tutela dell'Unesco. Al tema, rimasto per tanti anni quasi un
tabù, il quotidiano Glas Istre ha dedicato un ampio servizio con foto finora
inedite che illustrano molto bene il devastante effetto dei martelli
pneumatici sulle fondamenta e sulle strutture portanti dell'anfiteatro
romano. Per la precisione i muri maestri sono stati perforati in 30 punti,
asportate decine di tonnellate di materiale ritenuto ingombrante, forati i
massi in pietra per farvi passare cavi elettrici e tubature e altri scempi.
In questo modo all'interno dell'Arena erano stati ottenuti dei locali che
dovevano servire a scopi commerciali. Per la precisione nel settore a destra
dell'entrata principale erano stati ricavati: una rivendita di souvenir, la
biglietteria e un magazzino. In quello a sinistra, il
caffè-ristorante-pizzeria «Taberna romana» che poi venne trasformato prima
nella discoteca «Kaligula» e poi nel night club «Enigma». Questi locali,
scrive il Glas Istre, agli inizi degli anni '90, erano diventati un ritrovo
di prostitute. Qualche anno più tardi si tentò di porre rimedio a danni
ormai irreversibili trasformando i locali in spazi espositivi. Nella seconda
fase dei lavori avviata nel 1987 venne ripristinata la parte superiore
dell'Arena
con l'uso di pietra bianchissima, in netto contrasto con quella originale.
Il campanello d'allarme sullo scempio che si stava compiendo era stato
suonato dallo storico Egen Frankovic e dall'archeologo Robert Matijasic.
Oggi a criticare pesantemente quei lavori è Alka Starac, responsabile della
Collezione antica presso il Museo archeologico istriano. «È evidente –
dice – che quell'intervento non aveva nulla di scientifico ma era dettato
unicamente dalla logica commerciale». Secondo il Glas Istre i maggiori
responsabili dell'abuso sarebbero l'allora presidente dell'Assemblea
comunale (in pratica il sindaco) Sime Vidulin, l'allora direttrice del Museo
archeologico dell'Istria Vesna Girardi Jurkic e l'architetto Attilio
Krizmanic.
Oggi l'Arena – come denunciato nei mesi scorsi dal vice sindaco Fabrizio
Radin (anche presidente della locale Comunità degli Italiani) – ha bisogno
di un urgente restauro in quanto esiste il pericolo che comincino a
staccarsi i massi in pietra del cornicione del velario. Secondo Radin
l'Anfiteatro
romano verserebbe in condizioni pietose causa la scarsa cura che le viene
prestata dal Museo archeologico istriano che gestisce il monumento sin dal
1961.
p.r.