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Il Giorno del Ricordo a Canberra (Australia) – 25feb13

“Non possiamo dimenticare i tremendi fatti, i massacri, le vittime innocenti di grande crudeltà. Il ricordo colpisce profondamente, anche i presenti, e forse ci sono ancora ferite aperte, che sanguinano, ma basta! Bisogna guarire. La medicina che può guarire i nostri cuori è il perdono. Solo quello. Il giorno del ricordo dev’essere quindi anche il giorno del perdono.”

Ecco il messaggio principale comunicato da Mons Luis Miguel Muñoz durante la sua omelia domenica 10 febbraio nella chiesetta di S. Gregorio di Queanbeyan, aggiungendo che, come aveva detto Papa Giovanni Paolo II, “al male bisogna rispondere con il bene”. “Perchè diventiamo lupi? Per l’assenza di Dio – senza Dio l’uomo è perso, ha paura” ha continuato.

Hanno assistito alla santa messa l’ambasciatore SE Gianludovico de Martino di Montegiordano con la signora Camilla; i presidenti di varie associazioni regionali locali tra cui Lio Galafassi, Angelo Damiano, Gabriella Genero, Giovanni Di Zillo e Franco Papandrea (CGIE); molti giuliani ed altri fedeli italiani. Erano tutti raccolti in preghiera per ricordare la tragedia che toccò la frontiera italiana orientale a partire dal 1943 fino al primo dopoguerra.

E’ l’ottavo anno che l’Associazione Giuliani di Canberra organizza una messa a cui fa seguito una cerimonia al Centro Culturale Italiano per segnare Il Giorno del Ricordo, commemorazione nazionale dal 2004. Come di consueto, si sono aggiunti ai giuliani locali anche rappresentanti di circoli giuliano-dalmati di Sydney. Purtroppo quest’anno non ha potuto partecipare il presidente della Fed. Circoli Giuliani-Dalmati d’Australia, Adriana Douglas, che però aveva mandato un breve messaggio.

Al Centro Culturale Italiano si sono aggiunte altre persone per una solenne cerimonia durante la quale sono state deposte quattro ghirlande di fronte alla targa ricordo che era stata affissa su di una parete del Centro nel 2009.

Questa cerimonia è iniziata con l’esecuzione dell’inno nazionale italiano dopo di che il presidente dei Giuliani di Canberra, Mario Donda, ha dato il benvenuto all’ambasciatore, a Mons Muñoz, a coloro che erano venuti da Sydney (Daniele Velcich dell’Ass. S. Maria di Cherso, Pino Di Martino dell’Ass. Giuliani, e Serena Breese dell’Ass. Fiumani), e a tutti gli altri presenti.

Nel suo intervento, Donda ha affermato che era ora che si parlasse di questo tragico capitolo della storia italiana: “Finalmente oggi, nei libri di testo, si parla delle foibe e dell’esodo […] Si spera soprattutto per le nuove generazioni che attraverso la conoscenza di quegli eventi, nel futuro non ripetano le tragedie del passato.” Ha concluso promettendo che i Giuliani di Canberra accettano “con un senso di dovere, l’onorevole incarico di commemorare questo giorno così importante e lo si farà finchè il buon Dio ce ne darà la forza.”

Non si sa di preciso quante migliaia di persone siano state le vittime delle foibe, ma si sa che l’esodo ha coinvolto oltre 350 mila persone. Almeno una decina di questi esuli erano presenti alla commemorazione.

Anche l’ambasciatore ha voluto fare riferimento alla tragedia che colpì l’Istria, la Dalmazia e Fiume nel dopoguerra, alle indicibili violenze e morti crudeli nelle foibe del Carso, ma ha sottolineato che questa “sconvolgente esperienza” ha fatto sì che i popoli europei collaborassero per creare un’atmosfera di pace e uno spirito di solidarietà – e da qui è nata l’Unione Europea alla quale si aggiungerà presto la Croazia. I valori che oggi si perseguono, ha aggiunto l’ambasciatore, sono “tolleranza e pace, che sono la base della nostra democrazia.”

Una alla volta, le ghirlande dell’ambasciata d’Italia, della Federazione Circoli Giuliano-Dalmati d’Australia, dell’Assoc. Giuliani di Sydney e di quella di Canberra sono state solennemente deposte di fronte alla targa, i portatori soffermandosi in silenzio per ricordare. Questa è stata una fase della commemorazione particolarmente emozionante anche perchè accompagnata dal suono di una stupenda e commovente interpretazione dell’aria Va pensiero.

Completata la parte ufficiale della giornata, i presenti (una cinquantina) si sono fermati per un ottimo pranzo preparato e servito da volonterose signore dell’Assoc. Giuliani di Canberra – Cellina Benassi, Anita Tonon, Pia Messinese, Betty Forner e Carla Raber.

Dopo aver debitamente ricordato il triste passato, era ora di concentrarsi sul presente e ritornare alla serenità discorrendo di temi più allegri.

Yvette Alberti Devlin

 

 

 

 

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