Gorizia Capitale europea della Cultura segnerà una svolta nella storia del confine orientale

«In un’epoca in cui ci sono ancora tante guerre che spesso ignoriamo, fare Capitale Europea della Cultura una città come Gorizia che è stata luogo di guerra e testimone di lacerazioni e separazione è un esempio per l’Europa e per il mondo» così il Presidente emerito della Camera dei Deputati On. Luciano Violante intervenendo allo stand del Ministero dell’Istruzione e del Merito al Salone del Libro di Torino all’evento “L’opportunità di Go!2025” organizzato dal MIM assieme all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Il Prof. Davide Rossi (Università degli Studi di Trieste) ha avviato l’incontro facendo ampio riferimento al volume da lui curato assieme all’Avv. Davide Lo Presti Da “santa” e “maledetta” a Capitale Europea della Cultura. Gorizia tra confini, autonomia e cooperazione, pubblicato da Walters Kluwer. Si tratta degli Atti di un convegno internazionale di studi che ha voluto ricostruire gli ultimi 100 complessi anni della storia di Gorizia, oggi proiettata verso l’Europa assieme alla dirimpettaia slovena Nova Gorica: «Sui due lati di un confine che attraversava una piazza cittadina e simboleggiava la Guerra Fredda, oggi si confrontano due identità che si riconoscono e si rispettano»

Il Sindaco Rodolfo Ziberna ha sottolineato che la scelta di Nova Gorica di candidarsi in rappresentanza della Slovenia, cui spettava la designazione della Capitale Europea della Cultura 2025, in ticket con Gorizia non ha precedenti: «I Presidenti Sergio Mattarella ed il suo ex omologo Borut Pahor, recentemente insigniti congiuntamente della Laurea Honoris Causa dall’Università di Trieste per l’impegno profuso nel riconoscimento delle tragedie vissute dalle reciproche nazionalità nell’epoca dei totalitarismi, hanno entrambi con orgoglio presentato al mondo questo esempio di cooperazione transfrontaliera: conosciamo la storia, ma adesso dobbiamo scrivere insieme nuove pagine in una visione d’insieme»

«L’idea di GO!2025 è alla base della scelta strategica della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia di trasformare la parola “confine” da simbolo di separazione a modello di incontro e di reciproca conoscenza» ha quindi specificato il Vicepresidente del FVG e Assessore della Cultura Mario Anzil, che ha ringraziato Ziberna per aver dato il via ad «una nuova cultura di frontiera».

È stato negli anni Novanta il prof. Stelio Spadaro, storico rappresentante della sinistra triestina, ad introdurre Violante alle problematiche del confine orientale italiano avviando un percorso di rielaborazione ideologica nel PDS su queste pagine di storia nazionale: «Da Presidente della Camera dei Deputati ho svolto al Teatro Verdi di Trieste quel celebre confronto con Gianfranco Fini – ha ricordato Violante – e nella legislatura seguente da capogruppo mi sono impegnato assieme a Piero Fassino nel percorso che ha condotto alla promulgazione della Legge 92/2004 istitutiva del Giorno del Ricordo. Spiace vedere che ancora oggi ci siano città che bocciano mozioni che propongono di intitolare una via a Norma Cossetto. Il fascismo ha perseguitato le popolazioni slovene e croate, ma le foibe non sono state una vendetta per quelle politiche, bensì un’azione mirata ad eliminare chi si opponeva all’annessione alla Jugoslavia»

Violante, il quale aveva in precedenza visitato lo stand in cui l’ANVGD assieme al Centro di Documentazione della cultura giuliana istriana fiumana e dalmata ha allestito La Bancarella. Salone del libro dell’Adriatico orientale, ha, infine, auspicato che il 2025 rappresenti «il superamento del confine orientale: siano soprattutto i giovani italiani e sloveni nelle scuole e nelle università a recepire questo spirito e a realizzarlo»

A tal proposito il Prof. Rossi ha evidenziato che in seguito all’istituzione del Giorno del Ricordo è stato avviato un Tavolo di lavoro Ministero dell’Istruzione – Associazioni degli esuli che ha conseguito ottimi risultati nella formazione dei docenti e nella trasmissione della storia della frontiera adriatica alle nuove generazioni. Deus ex machina di queste iniziative è la dirigente ministeriale Caterina Spezzano, la quale ha con orgoglio segnalato che nel folto pubblico che ha seguito con attenzione l’incontro erano presenti gli studenti della Consulta del Piemonte.

In conclusione Rodolfo Ziberna, che è anche componente dell’Esecutivo nazionale dell’ANVGD, ha dichiarato che «già la candidatura congiunta è stata motivo di orgoglio. Tanto a Gorizia quanto a Nova Gorica c’è chi rimescola vecchi rancori e obsolete contrapposizioni, ma i 360 progetti presentati congiuntamente da soggetti culturali italiani e sloveni per il programma di eventi di GO!2025 dimostrano che siamo sulla strada giusta e la maggioranza dei goriziani lo ha capito» [LS]

 

0 Condivisioni

Scopri i nostri Podcast

Scopri le storie dei grandi campioni Giuliano Dalmati e le relazioni politico-culturali tra l’Italia e gli Stati rivieraschi dell’Adriatico attraverso i nostri podcast.