Francobollo: la risposta degli esponenti degli Esuli

“Francamente ero convinto che i quaranta giorni di rinvio dell’emissione del francobollo dedicato a Fiume, potessero bastare a chiarire le posizioni. Evidentemente così non è stato”.
Questo il commento di Guido Brazzoduro, Sindaco del Libero Comune di Fiume nell’apprendere che la protesta della Croazia sul francobollo, continua. “Credo che il significato dell’evento abbia molteplici campi di lettura, tutti positivi e che non lasciano dubbi sulla nostra volontà di testimoniare, anche attraverso questi eventi, della ricchezza di una città che nell’orgoglio del proprio passato fonda buona parte del suo ruolo odierno nella società croata ed in quella internazionale. Confidiamo per tanto che si arrivi serenamente a sgombrare il campo da ogni pregiudizio, da ogni volontà di errata lettura di un nobile gesto”.
Molto decisa anche la riflessione di Renzo Codarin, Presidente della Federazione degli Esuli, che afferma: “A pochi giorni dalla cancellazione del confine con la Slovenia, queste reazioni appaiono quanto meno anacronistiche. D’altronde non possiamo pretendere che si cancellino decenni di controversie con un colpo di spugna. Considero questi atteggiamenti di certa parte dell’opinione pubblica croata, solo delle code di quei dissapori che hanno creato profonde spaccature tra realtà che oggi l’Europa cerca di recuperare ad un nuovo, e più alto, livello di rapporti. Io continuo a credere nell’Europa”.
Dall’Anvgd, il Presidente Lucio Toth, invia una nota, nella quale scrive tra l’altro:
“Che Fiume sia stata una città di lingua e cultura prevalentemente italiana, come tutto il Quarnero dal Medioevo fino al 1945, è un dato storico, comprovato dalla memoria dei suoi figli e dall’ampia documentazione sopravvissuta agli scempi delle milizie titine che
devastarono archivi e biblioteche. Che poi Fiume sia appartenuta allo Stato italiano due volte, dal 1805 al 1808 e dal 1924 al 1947, è un dato giuridicamente inconfutabile, a meno di voler mettere in discussione i principi del diritto internazionale. Poste Italiane e gli Esuli fiumani – sottolinea ancora la nota -, hanno tutto il diritto di ricordare con un francobollo una storia di indipendenza e di italianità di cui sono fieri”.

da www.arcipelagoadriatico.it