Fiume città portuale: una storia di successo

Al Museo civico è allestita la mostra, realizzata in collaborazione con enti museali ungheresi, che racconta lo sviluppo del capoluogo quarnerino dal 1868 e il 1918. In visione fino al 13 settembre oltre duecento oggetti provenienti dalle istituzioni coinvolte nel progetto

È un percorso espositivo ampio e in parte anche interattivo la mostra “La nascita di Fiume quale moderna città portuale 1868 – 1918” allestita al Museo civico di Fiume (Cubetto), un progetto curato da Àdám Balogh, Ervin Dubrović, Márton Pelles e Gábor Zsigmond e realizzato congiuntamente dal Museo ungherese del Commercio e della Ristorazione, dal Museo ungherese della Scienza, della Tecnologia e del Trasporto e dal Museo civico di Fiume. L’esposizione, che racconta uno dei periodi d’oro nella storia della città, il quale ebbe inizio con il compromesso ungaro-croato del 1868 e durò cinquant’anni, è stata precedentemente presentata in Ungheria e propone diversi oggetti originali che fanno parte della storia fiumana.

Un lavoro di squadra
Come rilevato all’inaugurazione dell’evento espositivo da Eszter Tamaskó, lettrice per la Lingua ungherese all’Università di Fiume, la mostra è frutto di un lavoro di squadra e dell’impegno di giovani ricercatori e museologi che hanno trovato i ponti che collegano Fiume e l’Ungheria. Il direttore del Museo civico, Ervin Dubrović, ha osservato che la presenza dell’Ungheria a Fiume è sempre più marcata, anche tramite la fondazione di un corso universitario di lingua ungherese all’Ateneo fiumano e si tratta di un fatto importante per Fiume, non soltanto nel contesto dei rapporti bilaterali tra i due Paesi, bensì anche nel contesto della multiculturalità del capoluogo quarnerino. Ha pure auspicato collaborazioni di questo tipo con musei italiani, sloveni e austriaci, ovvero con tutti coloro che hanno contribuito alla multiculturalità fiumana.

Oggetti complementari
Róbert Török, direttore del Museo ungherese del Commercio e della Ristorazione, ha osservato che gli oggetti forniti dai tre Musei coinvolti sono complementari e ha rimarcato l’importanza della mostra precedentemente esposta a Budapest, che presenta il processo di modernizzazione della città a cavallo tra il XIX e il XX secolo, mentre il sindaco di Fiume, Marko Filipović, ha rilevato il fatto che la mostra illustri un periodo di forte sviluppo della città e ha ricordato che tali periodi si registrarono nelle epoche in cui Fiume faceva parte di grandi entità statali. L’Ambasciatore ungherese in Croazia, Csaba Demcsák, ha dichiarato che il maggior successo della mostra è il fatto che gli studiosi abbiano presentato la storia comune di Fiume e dell’Ungheria in maniera oggettiva, mentre la collaborazione tra i musei è l’aspetto più importante di questo progetto espositivo.

La ferrovia e il porto
Zsigmond Gábor, vicedirettore del Museo ungherese della Scienza, della Tecnologia e del Trasporto, ha voluto illustrare brevemente i punti salienti della storia di Fiume, spiegando come all’inizio dell’era di grande sviluppo della città questa era un piccolo porto, mentre a cavallo tra il XIX e il XX secolo era il decimo porto più trafficato d’Europa, collocandosi tra Venezia e Amsterdam. La ferrovia fu uno degli investimenti che contribuì maggiormente allo sviluppo della città, in quanto il collegamento ferroviario tra Fiume e Budapest permise di realizzare degli importanti legami commerciali ed economici con l’Ungheria. Un altro aspetto essenziale fu l’ammodernamento del porto fiumano, il che contribuì a un drastico incremento della popolazione, all’edificazione di numerosi palazzi e alla fondazione di varie imprese. Ha ricordato che la mostra comprende più di duecento oggetti provenienti dagli enti museali coinvolti nel progetto.

Rapporti intensi
Da dove il suo interesse per la storia di Fiume? “Già da bambino ero affascinato dal mare e dalla navigazione sul Mare Adriatico, mentre quasi vent’anni fa trascorsi un periodo nell’Archivio di Stato di Fiume, per cui direi che con Fiume ho un intenso rapporto ormai da anni – ci ha spiegato Gábor -. Assieme ai miei colleghi ho cercato di raccogliere i tasselli di quello che è il mosaico della Fiume moderna negli archivi fiumani, ma anche in quelli a Budapest, Vienna, Londra e addirittura in Giappone. Ci impegniamo a trovare informazioni e dati per creare un’immagine quanto più completa del periodo storico e si tratta di un lavoro che sto facendo ormai da una vita. Dai dati che abbiamo raccolto emerge una città in fermento, che contava decine di alberghi, oltre cento bar, taverne, ristoranti, più di cento navi e una vita culturale molto ricca. Aveva un enorme cantiere navale e numerose fabbriche, mentre nell’arco di quattro decenni la popolazione si triplicò. Davvero un’epoca d’oro che vide diverse nazioni europee collaborare nella creazione di una storia di successo come Fiume”, ha precisato, aggiungendo che uno degli oggetti più importanti nell’ambito della mostra è la bandiera che si trovava sulla facciata di Palazzo Adria e venne realizzata a Fiume nel 1896.

Helena Labus Bačić
Fonte: La Voce del Popolo – 14/07/2022

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