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FederEsuli, gravissimo atto vandalico verso un popolo – 13feb15

 

Il comunicato stampa della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati

 

Dove sono la maturità democratica, il senso della libertà e del rispetto dei diritti degli altri e della Memoria dell’intera nazione di questi balordi, che la notte scorsa hanno imbrattato la facciata e frantumato la targa della Casa del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata, inaugurata dall’amministrazione di Roma Capitale pochi giorni fa?

Questi atti vandalici di un teppismo rozzo e violento, che si ripetono qua e là per l’Italia quasi ogni anno, sono il segno di una volgarità interiore, di animi deboli e succubi di una macabra nostalgia per i regimi totalitari del Novecento e della loro efferatezza.
È nota in psicologia l’attrazione morbosa del sangue e degli aspetti più orridi della violenza umana. Per questo, in fondo, questi vigliacchi si rendono complici dei massacratori delle Foibe e di chiunque, come i terroristi di oggi, vogliono imporre la loro visione della storia con la paura e l’intimidazione politica. Che si prenda esempio, invece, dalle centinaia di ragazze e ragazzi che hanno partecipato al Concorso del Ministero dell’Istruzione sul dramma del Confine Orientale italiano, che ieri sono stati premiati alla presenza del Capo dello Stato nella cerimonia alla Camera dei Deputati. Oppure dalle tante persone, semplici e responsabili che giorno dopo giorno, conoscendo la storia, non possono che provare affetto, stima e gratitudine per un Popolo intero, quello istriano, fiumano e dalmata. Un Popolo il quale, anziché abbassare la testa, ha pagato i debiti di tutta l’Italia uscita perdente dalla seconda guerra mondiale e, con grande dignità, ha saputo trasmettere la propria storia e la propria civiltà come un lievito dentro una società civile sempre più consapevole. Bene ha fatto l’Università di Bologna a rifiutare ai negazionisti delle Foibe le aule del più antico ateneo d’Europa, focolare di libertà di pensiero dal buio del Medio Evo fino al Risorgimento e alla Resistenza.
In quell’abisso di ignoranza e di odio vorrebbero farci precipitare gli imbecilli responsabili dell’atto vandalico di Via San Teodoro, sede della Casa del Ricordo di noi esuli istriani fiumani e dalmati, ma la storia ha già scritto molto tempo fa la loro sconfitta ideologica.

 

Roma, 11 febbraio 2015

 

Il Presidente Antonio Ballarin
Il Vicepresidente Lucio Toth

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