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È guerra Chiesa-Stato sloveno per l’isolotto di Bled (Il Piccolo 30 apr)

Chiesa e Stato in Slovenia ai ferri corti. Motivo del contendere l’obiettivo sacro-turistico dell’isolotto del lago di Bled con annesse chiesa, trattoria e negozio di souvenir. Il motivo del contendere va ricercato nel 2008 quando l’allora ministro della Cultura Vasko Simoniti ha sottoscritto un accordo in base al quale si stabiliva che lo Stato affidava per 45 anni l’isolotto del lago di Bled alla Chiesa e trasferiva la proprietà degli immobili alla parrocchia di Bled ossia all’arcivescovado di Lubiana. Improvvisamente: «Contrordine compagni».

Il ministro della Cultura del precedente governo Pahor (centrosinistra) ha deciso di invalidare l’accordo e per fare ciò si è rivolto al Tribunale di Kranj, chiedendo altresì la procedura d’urgenza sperando di ottenere soddisfazione prima della formazione del nuovo governo che, di centrodestra e vicino alle tonache e ai porporati, avrebbe sicuramente ritirato la richiesta ai giudici. Ebbene la decisione togata era attesa la scorsa settimana, ma i giudici hanno deciso di non decidere, ossia, hanno preso ulteriore tempo chiedendo alle parti di fornire una documentazione scritta in difesa delle reciproche posizioni in merito alla vicenda legale.

Il presidente del tribunale circondariale Mihael Kersink ha così concesso 30 giorni alle parti, ossia a Stato e Chiesa cattolica, di presentare le memorie scritte. Scaduti i termini la corte si è data altri 30 giorni di tempo per emettere la sentenza. Nelle more però il vulcanico parroco di Bled, Janez Ferkolj ha dato il via alla ristrutturazione del negozio di souvenir e della trattoria presenti sull’isolotto. I lavori sono iniziati a fine gennaio e i nuovi locali sono stati inaugurati all’inizio di aprile. Un investimento da 300mila euro, in parte ricavati dal biglietto di “ingresso” di 3 euro che ciascun turista deve acquistare per accedere all’isolotto, in parte frutto di un mutuo bancario. E così la vecchia e oramai fatiscente trattoria è diventata una “Poti›nica” ossia una pasticceria in cui si produce solo la putizza, dolce tipico della Slovenia di origini mitteleuropee (lo sanno bene i triestini).

L’idea la spiega lo stesso don Ferkolj: «Possiamo andare a mangiarci una pizza, un kebab, una bistecca alla viennese o una pasta crema (rinomate peraltro proprio quelle di Bled ndr.), ma lo sloveno non poteva concretamente invitare un amico a mangiare la putizza». Da qui la pasticceria a specialità unica o “monomarca”. La puttizza, è ovvio. Per ora servita solo fatta con le noci o con i ciccioli, ma per il futuro saranno sfornate putizze in 30 gusti diversi. Sull’isola tutte le bevande sono rigorosamente “made in Slovenia” così come la musica, rigorosamente tradizionale, che si può ascoltare. E la causa in tribunale? Il vulcanico don non si turba. «Io penso a offrire ai turisti un’immagine nuova e nello stesso tempo tradizionale dell’isolotto». «Del resto – chiosa – la questione è già stata risolta amichevolmente nel 2008 tra Chiesa e Stato». La provvidenza è dalla sua.

(fonte “Il Piccolo” 30 aprile 2012)

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