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Diego Zandel, un nuovo avvincente giallo (Voce del Popolo 19 mag)

Lo scrittore di origini fiumano-istriane, Diego Zandel, a giorni sarà nuovamente in tutte le librerie italiane – ha debuttato in anteprima al Salone del Libro di Torino (9 – 14 maggio) – con un nuovo romanzo, “Essere Bob Lang”, pubblicato dalla casa editrice Hacca (Matelica, in povincia di Macerata). È un gustoso e avvincente giallo, ma anche un prezioso manuale di scrittura creativa e tecnica narrativa, come si apprende dalle note di presentazione dell’editore. Per Zandel è una specie di doppio ritorno di genere e tematico, nonché d’ambientazione: infatti, nella sua produzione letteraria finora si sono alternati thriller o spy story e opere memorialistiche, quest’ultime legate alla terra delle sue origini; mentre come luoghi dell’azione ha spesso scelto la Grecia e il mondo dell’Egeo, rispettivamente Fiume e l’Istria. Al centro del racconto del suo nuovo romanzo c’è la storia di Marco Molina, impiegato di banca che sogna di diventare scrittore seguendo le orme di Ernest Hemingway e Dashiell Hammet, e impersonificandosi nelle gesta del suo alter ego letterario Bob.

 

“Essere Bob Lang” racconta così della doppia vicenda, umana e letteraria, di un uomo posto di fronte alle molteplici sfide della vita e della narrativa. All’inizio ci troviamo dentro un perfetto meccanismo thriller e lo scenario di Cipro, dove servizi segreti, mafia russa e avventurieri assortiti sono a caccia di una preziosa icona greca, combattono una guerra senza quartiere, e dove non manca, come vuole questo genere narrativo, una donna splendida e sensuale. Una donna di sicuro molto diversa da Susy, moglie con cui Marco ha un bambino (Ernesto, come Hemingway). Scontento del trantran familiare, nello scenario della Roma di oggi, gran sognatore, Marco arriva a trasformare ogni persona e ogni episodio della sua normalità in un particolare del romanzo che sta scrivendo, con la giusta stilizzazione ed “esagerazione”, quello con Bob Lang e il suo amico Vasco Carena, anziano scrittore di successo.

 

“In questa maniera, Diego Zandel ci racconta due romanzi appassionanti: la vita dell’insoddisfatto bancario Marco e l’avventura dell’eroico Bob. Come Giuseppe Pontiggia che incontra Ken Follett. La grande impresa (perfettamente riuscita) di Zandel consiste nel trascinare il lettore in un crescendo mozzafiato dentro le due finzioni che si fondono e si confondono, fino a diventare un’unica realtà (narrativa) nella grandiosa scena d’azione del finale all’aeroporto di Fiumicino. Più un ultimissimo colpo di scena”, come rileva nella recensione lo scrittore Giuseppe Pederiali.

 

Di genitori fiumani, Diego Zandel nasce nel 1948 nel campo profughi di Servigliano, che raccoglie gli esuli italiani dell’Istria, Fiume e Dalmazia in fuga dalla Jugoslavia di Tito, per poi essere cresciuto nel Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma. Ha lavorato nel settore delle attività di comunicazione e, più specificatamente, editoriali di Telecom Italia, assumendone la responsabilità e la dirigenza. Proprio per il suo lavoro nel campo della comunicazione tout court, un paio di volte i servizi segreti di alcuni Paesi dell’Est europeo hanno tentato, inutilmente, di farlo diventare un loro agente, come egli stesso scrive nella sua biografia. È autore dei romanzi: “Massacro per un presidente” (Mondadori, 1981), “Una storia istriana” (Rusconi, 1987), “Crociera di sangue” (Mondadori, 1993), “Operazione Venere” (Mondadori, 1996), “I confini dell’odio” (Aragno, 2002) e “L’uomo di Kos” (Hobby & Work 2004). Nel 2006 è uscito “Verso Est – racconti di oltre il confine orientale e dell’Egeo” (Campanotto editore), che raccoglie racconti pubblicati negli anni su vari giornali e riviste. Molti lavori sono usciti anche in alcune antologie. È autore, con Giacomo Scotti, del saggio “Invito alla lettura di Andrić” (Mursia, 1981), e di due libri di poesie, “Primi giorni” (O.E.L. 1965) e “Ore ferme” (SAL Trieste, 1968). Collabora con articoli, recensioni, interviste a vari giornali, nonché con diverse case editrici italiane.

 

(fonte “La Voce del Popolo” 19 maggio 2012)

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