Dante nell’Adriatico orientale

Giovedì 6 maggio e alle ore 18:00 in diretta dalla pagina Facebook del gruppo

ANVGD di Milano. Per far conoscere e tramandare la storia della Venezia Giulia
https://www.facebook.com/groups/2559430654128300
(sarà poi qui possibile rivedere la conferenza in streaming)

si terrà la videoconferenza

DANTE NELL’ADRIATICO ORIENTALE.
UN PERCORSO CULTURALE DI 700 ANNI

RELATRICI

Donatella Schürzel
Phd europeo in Storia dell’Europa, Università La Sapienza di Roma; Vicepresidente Nazionale ANVGD e Presidente Comitato ANVGD di Roma

Silvana Wruss
Presidente del comitato di Pola della Società Dante Alighieri

LETTRICI

Lucrezia Schürzel e Priscilla Schürzel

Nel settecentesimo anniversario della morte, avvenuta a Ravenna, suo luogo d’esilio, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321 vogliamo ricordare Dante Alighieri.

Un Dante lungimirante. In un’epoca in cui era ancora prematuro parlare di Stato e di Nazione, Dante aveva le idee ben chiare su quali fossero i confini territoriali e culturali d’Italia.

Un’Italia concepita come una regione in cui si parlava una medesima lingua, osservata nella varietà dei suoi dialetti nel “De vulgari eloquentia”, (in cui si fa menzione anche dell’istrioto) e di cui si definivano perfettamente i confini:

Sì come ad Arli, ove il Rodano stagna,

sì come a Pola presso del Quarnaro

che Italia chiude e i suoi termini bagna.

Dante si riferisce a Pola a ricordo del suo soggiorno presso l’Abbazia di San Michele in Monte, laddove nella sua Commedia accenna ai tanti sepolcri che coprivano le vicinanze di Pola.

VISTE LE NUOVE DISPOSIZIONI ANTI COVID, NON È PREVISTA LA PRESENZA IN SEDE DEL RELATORE E DI EVENTUALI OSPITI.

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