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Cretinismo (Istria Europa apr ’10)

Dopo un colpevole silenzio, durato quasi sessantanni, il Parlamento italiano, con voto Bipartisan (maggioranza e opposizione concordi) ha votato il 30 marzo 2003 la legge n. 92 che istituiva un "Giorno del Ricordo" per commemorare le vittime delle foibe e dell'esodo.

Si ripristinava così una pagina di Storia nazionale e lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ex comunista, riconosceva, da persona intellettualmente onesta la "pulizia etnica" operata nei confronti degli italiani della Venezia Giulia da parte delle milizie slavo-comuniste di Tito. Sembrava tutto pacificamente consacrato alla Storia. Invece vediamo quale è la situazione oggi dopo alcuni anni, nel 2010.

Immediatamente dopo le commemorazioni in tutta l'Italia e la denominazione di vie e parchi intitolati ai Martiri delle foibe, si è attivata una congrega di contrari a tutte le iniziative cercando di contestare, sminuire, negare, giustificare. Si sono scomodasti personaggi di vario calibro italiani, sloveni e croati, pronti ad accorrere ovunque chiamati da ultras della sinistra. Alcuni di questi personaggi ormai lo fanno di professione, seminando ovunque la mistificazione della verità storica e sobillando col loro discorso le azioni più retrive da parte di una certa gioventù tarata mentalmente e pronta ad agire faziosamente per partito preso. Ecco quindi le scritte alla stadio di Livorno durante una partita inneggianti a Tito ed alle foibe. Ecco quest'anno (ANSA del 5 febbraio) Le scritte apparse nella zona di Porta Maggiore a Roma: "vogliamo altre Foibe", "più Foibe", "I love Foibe". Ed ancora un episodio all'Università, Facoltà di Scienze Politiche, dove meno di un giorno è durata la mostra commemorativa dei Martiri delle Foibe. Le foto ed i documenti sono stati asportati lasciando al loro posto un volantino annunciante un "cotropresidio antifascista".

E mentre il ministro dell'Istruzione e Cultura Mariastella Gelmini dirama una circolare invitando gli Istituti scolastici a studiare i 10 febbraio e "ad impegnare i giovani, anche con il coinvolgimento delle Associazioni degli esuli, in questa importante ricorrenza di grande valore educativo e formativo", l'assessore regionale alla cultura di Torino regala a 450 studenti (con soldi statali) il libro dello sloveno negazionista Jose Pirjevec "Foibe. Una storia d'Italia" Un piccolo episodio personale.

Commemorando il 10 febbraio, come sono solito fare ogni anno in giro per l'Italia, ho parlato a Salò a cinquecento alunni delle scuole superiori, molti dei quali a fine della mia conferenza, illustrata anche da un bellissimo documentario di Nicola Bongiorno, figlio dell'indimenticabile Michele, sono venuti a ringraziarmi. Ebbene subito tre giorni dopo, chiamata da alcuni professori di sinistra che avevano cercato di contrastare il mio discorso, è giunta Alessandra Kersevan, nota negazionista, per cercare di cancellare l'impatto emotivo sugli studenti del mio intervento testimonianza. Ecco perchè sono favorevole ad una legge proposta da molti che impedisca a negazionisti, giustificazionisti ecc. di parlare nelle scuole intorno al 10 febbraio, parlare quando vogliono e dove vogliono – siamo esuli dal comunismo perché profondamente democratici – ma non infangare, nel Giorno del Ricordo, la Memoria dei nostri Morti nelle foibe e nell'esilio.

E' quindi anche opera della diseducazione presso i giovani dei negazionisti e giustificazionisti, che producono azioni inconsulte come quelle sopracitate, di alcuni giovani malati di cretinismo congenito.

Negazionismo, giustificazionismo, quindi e … cretinismo.

Lino Vivoda

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