Continua l’impegno contro i nemici del Ricordo

Da poco collocata in un punto panoramico di Genova in occasione delle cerimonie per il Giorno del Ricordo 2022, dopo pochi giorni imbrattata e immediatamente ripulita dall’associazione culturale La Superba, adesso di nuovo lordata e rapidamente ripristinata sempre grazie a La Superba: è questa la breve, ma intensa storia di una targa commemorativa in onore di Norma Cossetto nel capoluogo ligure.

Spiace constatare come questo clima di avversione e di odio trovi sponde istituzionali addirittura in ambito universitario: lo scorso 9 febbraio sulle colonne de “Il Giornale” Gian Micalessin denunciava l’ultima clamorosa iniziativa del Prof. Tomaso Montanari, nuovo Rettore dell’Università per Stranieri di Siena e dell’estate scorsa assertore di una campagna contro il Giorno del Ricordo, considerato una ricorrenza fascista:

“La persecuzione, gli eccidi efferati di massa – culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle Foibe – l’esodo forzato degli italiani dell’Istria della Venezia Giulia e della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell’Europa». Basterebbero le parole pronunciate dal Presidente Sergio Mattarella il 9 febbraio 2020 per seppellire nella vergogna un personaggio come Tomaso Montanari, ispiratore a Siena di un convegno che punta a dimostrare come l’istituzione del Giorno del Ricordo risponda ad un «uso politico della memoria» e sia frutto del «revanscismo fascista».

Due giorni dopo il giornalista triestino del quotidiano fondato da Indro Montanelli denunciava una serie di episodi avvenuti in internet ed in alcune località italiane che dimostravano l’interpretazione ideologizzata e distorta che nell’estrema sinistra italiana ancora aleggia riguardo la ricorrenza del 10 Febbraio.

Anche Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha pesantemente stigmatizzato il convegno organizzato da Montanari a ridosso del Giorno del Ricordo, giungendo alla conclusione che l’insigne storico dell’arte è ormai “ossessionato” dalle foibe.

Anche l’Avanti! ha biasimato l’operato di Montanari con un articolo di Riccardo Nencini che si conclude così:

La verità è che dietro le continue provocazioni dello storico settario si nasconde l’inchino verso una sinistra massimalista (Comunista?) che ritiene le foibe non l’abisso dell’umanità ma una sana regolazione dei conti.
Italiani di serie B, ecco cos’erano i morti ammazzati.

Il Dipartimento di Studi Umanistici dell’ateneo senese due settimane dopo i fatti si è altresì giustificato asserendo che “si è tentata una riflessione autorevole e attenta sul contesto e i modi in cui è avvenuta la recente valorizzazione esemplare di quegli episodi tragici rispetto ai molti altri che hanno segnato gli anni della seconda guerra mondiale”. Tuttavia analogo approccio critico non vale per questi autorevoli e attenti studiosi quando si affrontano tematiche legate alla Resistenza, alla connivenza del PCI con i crimini compiuti dai partigiani jugoslavi in territorio italiano ed alla contrapposizione tra partigiani “bianchi” e “rossi” che proprio al confine orientale visse una delle pagine più oscure in occasione della strage delle malghe di Porzus compiuta da gappisti friulani nei confronti dei capi della Brigata partigiana Osoppo. In tali occasioni gli inquisitori del Ricordo diventano i gendarmi della memoria contro cui tanto si adoperò Giampaolo Pansa.

“Ma quanto sono trogloditi quelli che anche oggi, Giorno del Ricordo, non perdono l’occasione di rivelarsi nella loro piccineria insultando la storia e il dolore di chi visse la comune tragedia degli italiani giuliani e dalmati?” ha dichiarato sul suo profilo Facebook Enrico Mentana con riferimento agli episodi di giustificazionismo avvenuti proprio a ridosso del 10 Febbraio. Lo scrittore e assessore alla cultura del III Municipio di Roma Capitale Christian Raimo gli aveva polemicamente risposto: “Molto meno di quelli che cercano di strumentalizzare la Giornata del Ricordo per riabilitare i massacri fascisti” ed il direttore del Tg La7 ha a sua volta replicato, come si legge su Libero: “Ma che risposta è? Ti metti anche tu a fare le classifiche?”. 

A fronte di questa fastidiosa situazione, altre località d’Italia hanno tuttavia deciso di onorare il Ricordo dei martiri delle Foibe e la memoria della studentessa istriana infoibata dai partigiani comunisti jugoslavi nell’ottobre 1943 dopo crudeli torture e violenze.

Già il 20 febbraio scorso il Comune di Campolongo (Venezia) ha ricordato contemporaneamente le vittime dell’Olocausto e delle Foibe ed inaugurato un piazzale intitolato a Norma Cossetto. La cerimonia è iniziata al parco Piron-Ordan, coniugi di Campolongo insigniti nel 2014 dell’onorificenza di Giusti fra le Nazioni per aver ospitato durante la seconda guerra mondiale nella propria casa e a rischio della vita una famiglia di ebrei. Intorno all’Albero della Memoria e del Ricordo piantato nel 2018 sono state lette poesie e testimonianze. La vicesindaco Serena Universi ha voluto sottolineare «l’importanza del momento per Campolongo e quanto sia necessario ricordare senza distinzioni le vittime dei massacri che hanno bagnato di sangue il secolo scorso. I cittadini di Campolongo sono fortunati ad avere l’esempio dei coniugi Ordan che nel silenzio e senza clamore hanno saputo compiere scelte giuste e rivolte al bene».

A Borgosatollo in provincia di Brescia verrà dedicata una via ai Martiri delle foibe. Lo ha deciso il Consiglio comunale, approvando all’unanimità la mozione dei consiglieri di minoranza Gianpietro Venturini e Angelica Meucci. 

In Sardegna ad Assemini in provincia di Cagliari verrà intitolato un ulivo alla memoria di Norma Cossetto con una cerimonia che avrà luogo domani, martedì 8 marzo, in concomitanza con la Giornata internazionale dei diritti della donna: l’amministrazione comunale ha approvato l’iniziativa, impegnandosi a collocare ufficialmente una targa definitiva di intitolazione appena l’iter burocratico sarà completato. [LS]

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