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Congresso ANVGD: l’articolo de “Il Piccolo” sulla prima giornata

Potenziare i contatti e le relazioni con chi è rimasto, dimenticando vecchie divisioni ma tenendo viva la cultura italiana in Istria e Dalmazia. Questa una delle priorità per l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che il presidente uscente Rodolfo Ziberna ha ribadito, aprendo ieri con il suo intervento la tre giorni del 20° Congresso nazionale dell’Anvgd alla presenza di Renzo Codarin.

 

Un congresso che per la terza volta ha scelto Gorizia come sede nell’auditorium di via Roma, dove domenica l’assemblea sarà chiamata ad eleggere il nuovo direttivo nazionale. Ziberna non sarà tra i candidati alla presidenza, per scelta, vista l’impossibilità di dedicarsi all’associazione per questioni professionali, e anche alla consapevolezza che non tutte le sue idee sono pronte per essere accolte. Perché, in effetti, è una forte ventata di nuovo quella che Ziberna propone per l’Anvgd del futuro. Futuro da contrapporre al passato e alle sue divisioni, in parte cancellate dagli ultimi atti simbolici della politica (come lo storico incontro a Trieste tra i tre presidenti di Italia, Slovenia e Croazia), ma ancora presenti soprattutto nella memoria dei più anziani. Il punto chiave sarà riallacciare i legami con chi è rimasto.

 

«Ci sono delle difficoltà nelle relazioni con alcune comunità di italiani, dovute anche all’oggettiva difficoltà nel dialogo dei primi decenni – spiega -. Ciascuno imputava all’altro una colpa, di essere rimasto o di aver abbandonato l’Istria, Fiume e la Dalmazia. Ma non dobbiamo più ragionare in questi termini: siamo tutti legati dallo stesso sangue, dalla stessa storia e cultura, dalla stessa drammatica sorte». Ziberna propone di «incontrarsi, dialogare, conoscersi, e organizzare iniziative assieme» e sogna un grande meeting in Istria ideato da tutte le associazioni di esuli in collaborazione con la comunità degli italiani. Auspici di dialogo anche quelli presenti nei saluti delle autorità.

 

Tra queste il sindaco di Gorizia Ettore Romoli: «Gorizia si sente partecipe di questo appuntamento anche perchè circa il 20% dei suoi abitanti è di origine istriana – spiega -, tassello di una comunità fatta anche di italiani, sloveni e friulani. E proprio da qui, con gli incontri tra l’Anvgd e la comunità slovena, sono partiti negli anni scorsi i primi grandi segnali di superamento dei conflitti del passato».

 

Marco Biasich su “Il Piccolo” del 17 novembre 2012

 

 

L’intervento di saluto del Sindaco di Gorizia Romoli (foto Bumbaca per “Il Piccolo”)

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