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Archivio di Stato di Trieste, Grazia Tatò si congeda

«Un esempio di amore, competenza e dedizione verso il proprio lavoro di funzionario pubblico»: così il prefetto Alessandro Giacchetti ha voluto salutare Grazia Tatò, direttore degli Archivi di Stato di Trieste e di Gorizia, in pensione da questo mese. Tante le autorità presenti, ma soprattutto molti studiosi, collaboratori e rappresentanti della società civile all’incontro organizzato dalla Prefettura in collaborazione con la Direzione regionale dei beni culturali.

 

Pugliese di origine, Tatò è giunta a Trieste nel 1991, e dal 2003 ha diretto l’istituto di via Lamarmora. Per il sindaco Cosolini «una professionista che ha saputo tessere importanti collaborazioni, ricostruendo la storia e la memoria del territorio, amando Trieste più di una triestina». Instancabile organizzatrice, lungo è anche l’elenco delle pubblicazioni, mostre e convegni da lei che ha organizzati in Italia e all’estero. Fra le collaborazioni più significative l’apertura in città della sede dell’Istituto internazionale di scienze archivistiche di Lubiana dove in oltre 20 anni, ha ricordato il direttore dell’istituto Pavel Klasinc, hanno studiato migliaia di giovani in arrivo da tutto il mondo.

 

Roberto Spazzali della Deputazione di Storia Patria ha sottolineato come da presidente dell’ente abbia valorizzato il passato recente della città e non solo. Pierpaolo Dorsi, sovrintendente archivistico del Fvg, ha ricordato il suo lavoro di inventariazione e pubblicazione di molti archivi privati. Giangiacomo Martines, direttore regionale dei beni culturali ha letto il testo inviato da Roma in cui Rossana Rummo, direttore generale archivi italiani, menziona la digitalizzazione e messa in rete di 9mila mappe e 180mila documenti ora disponibili per la consultazione gratuita. «Io resto sempre a disposizione per avventure impossibili», ha ringraziato la festeggiata.

 

Margherita Reguitti

“Il Piccolo” 15 luglio 2012

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