13.10.2026 – Lo scorso 30 settembre nella Sala ex Tesoreria del Comune di Bari si è svolto un incontro in occasione delle celebrazioni del 70° anniversario del Villaggio Trieste. Costituito da 26 palazzine di edilizia popolare edificate nel 1956 nei pressi della Fiera del Levante, il Villaggio accolse dapprima esuli istriani, fiumani e dalmati e provenienti dal Dodecaneso e da altre località egee, ma sarebbe poi stato anche uno dei principali punti di insediamento per le migliaia di italiani espulsi dalla Libia dopo la presa del potere di Gheddafi. Una comunità eterogenea, un presidio identitario complesso, che ha voluto creare “un’occasione per ricordare la nostra storia, per costruire insieme il nostro futuro”.
Sala gremita per un evento che è stato coordinato dell’avvocato Paolo Scagliarini ed ha visto gli interventi del prof. Leo Lestingi (Università di Bari) e di don Giorgio Leonetti, figlio di profughi greci e parroco della chiesa di San Enrico, fulcro del Villaggio. Molto emozionanti le testimonianze degli esuli; hanno parlato il fiumano Nereo Panza e l’esule da Smirne, Antonio Scagliarini, ambedue novantaquattrenni ma lucidi ed arzilli!

«Io per concludere in allegria ho letto, nel mio incerto dialetto fiumano, una poesia scherzosa di mamma Amelia Resaz, Gioghi e marende – riferisce Luisa Di Stefano, intervenuta in rappresentanza del Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Applausi a me o alla memoria di mamma, tanto amata e conosciuta nel Villaggio?»
Il servizio del Tg Rai Puglia:
