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22 gen – Codarin e Ziberna: rapporti con Slovenia in netto miglioramento

I rapporti fra Slovenia e Italia sono in netto miglioramento. Lo hanno ribadito ieri il presidente della Federazione degli esuli, Renzo Codarin, il vice presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per Gorizia, Rodolfo Ziberna e Roberto Rovis, presidente dell’Associazione delle comunità istriane.

«C’è un miglioramento favorito anche dalle associazioni come la nostra», ha detto Codarin. E ha aggiunto: «Le nostre ragioni sono finalmente comprese e questo è frutto di un lavoro politico fatto d’accordo con il Quirinale e il ministero degli Esteri. Solo con un atteggiamento di questo tipo – ha spiegato – basato sul rispetto delle reciproche memorie, si può arrivare alla soluzione delle problematiche ancora aperte. Esiste un reale cambiamento da parte delle istituzioni slovene nei confronti dei diritti di coloro che hanno dovuto lasciare le loro terre dopo la seconda guerra mondiale e siamo orgogliosi di quanto è stato fatto, anche se è ancora lunga la strada da fare. Speriamo che presto anche la Croazia –possa entrare in questo contesto di comuni relazioni fra Stati».

«Non so quanti hanno capito che stiamo attraversando una fase cruciale nei rapporto fra i due Paesi – ha affermato Ziberna – perché non c’e più rivendicazione, ma condivisione della memoria. Oggi si può far conoscere quanto è accaduto senza problemi. Nessuno impone agli altri una sola interpretazione dell’accaduto e sono finiti i compartimenti stagni, c'è un nuovo spirito che anima i rapporti. Siamo pronti – ha concluso il presidente dell’Anvgd di Gorizia – a continuare a privilegiare il dialogo».

Per Rovis invece «questi passi di buona volontà sono importanti e noi possiamo cercare di favorire il clima, lavorando assieme affinché i problemi si risolvano. Sulle opere d’arte – ha concluso, facendo riferimento a un tema di stretta attualità – siamo per il loro mantenimento a Trieste, in particolare nel museo dell’Irci. Sarebbe un elemento qualificante se restassero qui».

Un tema toccato in una nota anche dall’Unione degli istriani con il presidente Massimiliano Lacota che in un telegramma invita Berlusconi «a salvare i quadri istriani come ha giustamente inteso salvare i colibrì del parco di Miramare».

All’incontro di ieri della Federazione degli esuli ha preso la parola anche Stelio Spadaro: «Chi rivendica i quadri lavora contro lo ”spirito di Trieste” – ha sottolineato – e chi ha questa impostazione torna indietro nella storia. L’arrivo dell'Italia a Pirano e Capodistria dopo la fine della prima guerra mondiale – ha concluso – non può essere considerata un’occupazione».

(u.s. su Il Piccolo del 22 gennaio 2011)

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