ANVGD_cover-post-no-img

18 mar – Parlato: Foibe, no alla verità di Stato proposta dall’UdI

L’Unione degli Istriani ha chiesto un intervento delle istituzioni per una legge che punisca chi nega i massacri di Tito. Il prof. Giuseppe Parlato insigne storico delle nostre vicende, non si dice d’accordo con questa posizione e argomenta nell’articolo pubblicato su "Libero" del 17 marzo, pur condannando con forza negazionisti (storici o presunti tali che negano l’esistenza delle foibe) e giustificazionisti (coloro che le giustificano come una reazione alle violenze fasciste). Vi proponiamo alcuni stralci dell'articolo, selezionati dall'ANVGD di Trieste.

Spiega bene Parlato che quelle dei negazionisti sono "tesi che fanno a pugni non solo con la storia e con le più recenti acquisizioni di studiosi attenti e documentati, ma anche e soprattutto con i sentimenti dei 350mila Esuli e delle tante famiglie che hanno perso i loro cari. Tutto questo chiarito -continua Parlato- veniamo alla proposta dell’Unione degli Istriani. Si tratta di una proposta controproducente e pericolosa perchè mirando a stabilire una verità di Stato sulla questione orientale, rende vani gli sforzi di tanti storici seri e onesti i quali, soprattutto da vent’anni a questa parte, hanno fatto realizzare progressi notevoli alla ricerca. Molto c’è da fare, ma per farlo occorre che gli studiosi si sentano effettivamente liberi nella ricerca e non vincolati a una verità di Stato".

"I negazionisti non aspettano altro: se si stabilisse un testo ufficiale su questo tema, costoro, diventerebbero paladini della libertà di ricerca in Italia e tutti gli altri studiosi onesti, viceversa, diventerebbero gli odiosi strumenti dello Stato imperialista, razzista e quant’altro".

"Inoltre, questa proposta dell’Unione Istriani denuncia un’involontaria debolezza di fondo: perché ricorrere alla “verità di Stato” quando ci sono i documenti a dimostrare ampiamente le efferatezze subite dagli italiani e quando la verità su queste vicende sta finalmente venendo alla luce? E quando, con la “Giornata del Ricordo” le istituzioni hanno manifestato la chiara volontà di riparare a decenni di silenzio?"

"Un atteggiamento come quello espresso dagli autori di questa proposta manifesta invece, prosegue Parlato, tutta l’inadeguatezza di chi, non riuscendo con le armi della libera ricerca a raggiungere buoni risultati, cerca l’appoggio ufficiale di una ipotetica verità sancita per legge."

"Ma, si diceva, la proposta, oltre che controproducente e pericolosa, è anche assurda. Infatti essa sarebbe del tutto inapplicabile. Come possono essere individuati (come loro scrivono) “i limiti da non superare per partecipare a un dibattito pubblico”? Come si può accertare se un libro può essere ammesso alla lettura dei giovani (perché di questo i proponenti si preoccupano) sulla base del contenuto? Quale commissione può intervenire in maniera così odiosa come sulla libera espressione delle idee?"

Termina il Prof. Parlato esortando a "proseguire con la libera ricerca storica. I negazionisti e i loro amici saranno smentiti (come finora sono stati smentiti) da chi ha come scopo quello di ricercare l’obiettività senza paraocchi ideologici o nazionalistici."

 

0 Condivisioni

Scopri i nostri Podcast

Scopri le storie dei grandi campioni Giuliano Dalmati e le relazioni politico-culturali tra l’Italia e gli Stati rivieraschi dell’Adriatico attraverso i nostri podcast.