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18 feb – Il Giorno del Ricordo a Latina

Nella mattinata del 10 febbraio, in occasione della Giornata del Ricordo, il sindaco on. Vincenzo Zaccheo dopo aver partecipato alla messa commemorativa la Chiesa dell'Immacolata, ha reso omaggio ai Martiri delle Foibe con la deposizione di una Corona al Monumento di Piazzale Trieste. Alla cerimonia erano presenti, il presidente dell'ANVGD cav. Benito Pavazza, una rappresentanza della comunità Giuliano- Dalmata residente a Latina, molti esponenti delle autorità militari, civili e religiose del capoluogo. La giornata del ricordo è proseguita presso il Teatro D'Annunzio con un evento che ha visto presenti in sala le scuole della provincia. Durante la manifestazione sono state lette sentite testimonianze: la commemorazione dei martiri delle foibe ha per il capoluogo un significato particolare, in quanto esso è stato toccato direttamente dalla tragedia; molti esuli e sfollati, infatti, trovarono rifugio nei campi di Latina e Gaeta. Questo il testo dell'intervento del sindaco:

"Autorità, amici giuliano dalmati, concittadini, cari studenti e insegnanti. E' con grande emozione che sono qui a condividere con Voi questo momento così intenso: la Giornata del Ricordo, omaggio alla memoria di tanti nostri connazionali vittime delle foibe e costretti a fuggire da Fiume, dall'Istria e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale, sotto la spinta della pulizia etnica delle milizie jugoslave. Fu un dramma orrendo: uomini e donne uccisi solo perché ritenuti ideologicamente distanti, e per questo considerati criminali di guerra immeritevoli persino di essere ricordati. Quella triste e drammatica pagina di storia fu infatti a lungo rimossa. Solo nel 2004, una legge nazionale, ha ricollocato la tragedia di quegli italiani al centro della memoria del Paese.

Il riconoscimento del supplizio patito, è stato un atto di giustizia nei confronti di ciascuna di quelle vittime. Un gesto che ha consegnato le loro esistenze alla realtà presente e futura, perché le custodisca nella pienezza del loro valore. Oggi molto è cambiato e questa Giornata del Ricordo, che segue di pochi giorni la Giornata della Memoria, dedicata alle vittime vittime della persecuzione nazista, al ricordo della shoà, sta a testimoniare anche che il tormentato processo di pacificazione nazionale che si trascina dalla fine della seconda guerra mondiale ha finalmente intrapreso una strada giusta e condivisa. Non si tratta di semplici date del calendario, ma di momenti forti che l'Amministrazione Comunale di Latina, per volontà del consiglio comunale e dell'avv. Cesare Bruni cui va il merito di aver sollecitato un Ordine del giorno specifico, ha inteso celebrare ed istituzionalizzare addirittura prima che una legge nazionale intervenisse a definirle.

Ecco: ora è necessario non abbandonare più questo percorso, andare avanti con determinazione sulla strada dell'impegno per la pace, dell'affermazione di valori che mettano al centro dell'attenzione l'uomo, la sua dignità, il suo diritto al lavoro, in un quadro di rispetto della legalità, della solidarietà, dell'accoglienza. Questa mattina insieme agli amici dell'associazione Venezia Giulia e Dalmazia abbiamo deposto una corona al monumento che due anni fa abbiamo insieme fortemente voluto realizzare a Villaggio Trieste e che vi invito a visitare, cari ragazzi. E' un segno di speranza ed anche un mònito perenne affinché con la memoria di quei dolorosi eventi, siano sempre conservati e difesi anche e soprattutto i valori di identità nazionale a cui gli esuli sono legati. Da sindaco e cittadino di questa terra, ho l'orgoglio di poter affermare che Latina ha una marcia in più.

Ebbe ad affermarlo anche il Direttore della Società di Studi Fiumani: Latina si distinse, scrive in un libro di storia, in controtendenza rispetto a molte altre province, per come seppe accogliere gli esuli giuliano-dalmati. E' la conferma del nostro sano Dna, della straordinaria capacità tutta latinense, di saper gestire un delicato processo di integrazione solidale i cui risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti, con le comunità giuliano dalmate perfettamente inserite nel nostro tessuto sociale pur attente a mantenere vivo il proprio legame coi territori d'appartenenza. Ecco dunque il senso anche di questa giornata. Ricordare, rivivere, non equivale a guardarsi semplicemente indietro. Significa invece fare passi in avanti nel tormentato e non ancora compiuto processo di pacificazione nazionale che dovrà continuare a vederci protagonisti forti di solide tradizioni valoriali lasciateci in eredità dai nostri padri. Mantenere viva nella memoria la tragedia delle foibe. Mantenere viva nella memoria la Shoà.

A voi, cari ragazzi, il compito di proseguire in questo obbligo morale che si è imposto alla coscienza civile della Nazione nella verità e nell'aderenza critica ai fatti. Su questo percorso intrapreso dovrete, dobbiamo, continuare ad impegnarci e a batterci. Senza strumentalizzazioni, fini politici o di parte, per dare della storia una chiave di lettura condivisa, che non faccia sconti a nessuno".

(fonte telegolfo.com)

 

 

 

 

 

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 (alcuni momenti delle celebrazioni)

 

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