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14 feb – Alemanno: quelle terre che dovevano dimenticare

Friuli Venezia Giulia, terra di confine che ha vissuto scontri ideologici, che ha visto sul suo territorio l'orrore delle foibe e dei campi di sterminio nazisti. Due prodotti di due totalitarismi perché "se si stacca la spina dall'umanità tutto diventa possibile". Questo il senso del viaggio organizzato dal Comune di Roma che vede quasi 200 studenti delle scuole superiori romane accompagnati dal sindaco Gianni Alemanno e dall'assessore alla Scuola Laura Marsilio nelle terre istriano-dalmate. Un viaggio che ha portato oggi il sindaco ad annunciare la volontà di costruire una Casa del ricordo a Roma, "magari nel quartiere giuliano-dalmata dove oggi c'é il Museo dell'archivio storico di Fiume", come ha precisato.

Un viaggio che ha avuto anche un cambio di programma, con la visita improvvisata alla Risiera di San Sabba dove trovarono la morte per mano dei nazisti migliaia di cittadini. Il sindaco ha posto l'accento "sulle guerre civili che si combatterono in Europa", sui totalitarismi "che negarono totalmente il valore della vita umana" e sul negazionismo "che equivale a strappare pagine di storia, come accadde per la Shoah e le foibe". E allora, "solo ricordando si può costruire un futuro". Il primo giorno a Trieste verrà ricordato dagli studenti per l'imponenza dei 22 gradoni del sacrario di Redipuglia dove riposano 100.000 soldati morti nella prima guerra mondiale, 60.000 dei quali senza nome, verrà ricordato per la profondità delle foibe di Basovizza, per la povertà dei resti delle suppellettili del Centro profughi di Padriciano e per i messaggi struggenti lasciati nelle microscopiche celle dai deportati alla Risiera di San Sabba che lì, nei forni crematori un tempo destinati a pilare il riso, troveranno la morte per mano dei nazisti.

"Qui ci fu qualcosa di più – ha ribadito il sindaco, qualcosa che andò oltre, che fu portato a termine in maniera scientifica. Queste terre dovevano dimenticare – ha detto riferendosi alle foibe – di essere state italiane". Proprio a Basovizza il sindaco ha condannato che la scorsa notte a Roma ha ha affisso uno striscione a Roma con la scritta "Infobiamo i fascisti". "Su quasi tre milioni di persone c'é sempre qualche deficiente che fa cose senza senso e senza intelligenza". Attenti, gli studenti per tutto il giorno hanno seguito le spiegazioni delle guide e i discorsi dei rappresentanti delle associazioni di esuli e dei testimoni, come quella di Fioretta Filippaz Cherti, che chiede "due pagine sui libri di storia per la nostra storia". Tra gli studenti, anche il nipote di Alemanno, Edoardo Arrigo, di 17 anni. "E' molto importante essere qui – ha detto – perché non si ha tanto spesso l'occasione di parlare di questi temi".

Per Alemanno è stata anche l'occasione di rincontrare il sottosegretario al Ministero dell'ambiente, Roberto Menia, primo firmatario della legge per il ricordo. "Con Gianni, da giovani – ha raccontato Menia – venivamo qui, a Badovizza a fare controstoria e a pregare per i morti".

(fonte Ansa)

 

 

(uno degli spazi espositivi del Centro raccolta profughi di Padriciano)

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