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12 gen – Guerra dei canali tv tra Croazia e Italia

di Mauro Bernes su La Voce del Popolo dell11 gennaio 2011

Mux A, Mux B, Mux D. Hakom, Oiv, Dvb-T. Ma cosa sono tutte queste strane parole? Si tratta semplicemente di acronimi di varie agenzie e aziende che i telespettatori dell’Istria occidentale hanno imparato a conoscere, loro malgrado, nelle ultime settimane. Il motivo? L’assenza del segnale televisivo digitale dei canali Hrt1, Hrt2, Rtl e Nova Tv. Le colpe sono state attribuite ai ripetitori italiani. Il 10 dicembre scorso, infatti, nella Regione Friuli Venezia Giulia c’è stato lo switch-off, ossia la chiusura definitiva del segnale analogico e il passaggio al digitale terrestre. Lo stesso giorno sono iniziati i problemi per i telespettatori che risiedono nelle aree di Rovigno, Orsera, Parenzo, Cittanova, Plovania, Buie e Umago.

FREQUENZE I canali televisivi croati vengono irradiati in Istria sul Mux A (canale 28) e sul Mux B (canale 53). I segnali irradiati da queste frequenze vengono disturbati dai ripetitori “illegali” installati attorno a Venezia. L’Agenzia croata per la posta e le comunicazioni elettroniche (Hakom) e l’azienda Odašiljači i veze (Oiv), che gestisce i ripetitori in tutto il Paese, hanno cercato di rimediare al problema, installando un nuovo ripetitore sull’edificio della T-Com a Umago, che irradia i programmi sul canale 68. Ma anche in questo caso i vari canali croati sono rimasti oscurati in molte case da Umago a Rovigno. Anche il 68, secondo la Hakom, è un canale che è stato assegnato alla Croazia nel corso della Conferenza regionale di Ginevra del 2006, e serve per coprire i territori della Regione litoraneo-montana e dell’Istria. “Perciò – prosegue il comunicato della Hakom – l’Italia non dovrebbe usarlo senza il permesso della Croazia”. I vertici dell’Agenzia croata hanno inviato numerose lettere di protesta alla controparte italiana, ma come spiega Ivo Majerski della Hakom, finora non è arrivata alcuna risposta.

MANCATO RISPETTO Secondo Vlado Šolčić della Odašiljači i veze, si tratta di un “lampante caso di mancato rispetto degli accordi internazionali da parte dell’Italia”. Lo stesso Solčić invita i telespettatori a cercare, da soli o con l’aiuto di un antennista, il segnale dai ripetitori che sono sparsi per la penisola istriana, “almeno finché non verrà risolta la questione”.

CORSA AI RIPARI Una soluzione, anche se parziale, arriva dalla Hakom, che ha avviato l’iniziativa affinché i due canali della Tv di Stato (Hrt1 e Hrt2) vengano irradiati dal Mux D (canale 29). Nel comunicato dell’Agenzia si legge che “tutto quanto è stato intrapreso per ovviare al problema della mancata ricezione dei canali croati nell’Istria occidentale, ha dato finora scarsi risultati”, poiché molti continuano a non vedere più Hrt1, Hrt2, Rtl e Nova Tv. “Tutte le capacità di trasmissione del Mux D, che irradia i programmi regionali sul canale 29 per il territorio della Regione litornaeo-montana e dell’Istria – spiega la Hakom –, non sono sfruttate fino in fondo. È possibile, infatti, aggiungere altri due programmi”. Perciò, la Hakom ha inviato una richiesta urgente all’Agenzia per i media elettronici in modo da permettere all’operatore Odašiljači i veze di introdurre Hrt1 e Hrt2 nel Mux D. I telespettatori saranno informati a tempo debito di questa operazione, che dovrebbe permettere a molti abitanti dell’Istria occidentale di guardare i propri programmi preferiti sui canali della Tv croata.

AMBASCIATORE La situazione è degenerata a tal punto che si è reso necessario l’intervento della politica. Venerdì scorso si sono incontrati a Zagabria il segretario di Stato per le Integrazioni europee, Andrej Plenković, e l’ambasciatore italiano a Zagabria, Alessandro Pignatti Morano di Custoza. Durante la riunione, Plenković ha chiesto al suo interlocutore di intervenire presso le apposite sedi italiane, affinché il problema del segnale digitale terrestre in Istria venga risolto. Il segretario di Stato per le Integrazioni europee ha ribadito ancora una volta che i Mux che vengono disturbati dai ripetitori televisivi italiani “sono stati assegnati alla Croazia ancora nel 2006”. Alessandro Pignatti Morano di Cutoza ha promesso il massimo impegno affinché il problema venga quanto prima risolto.

A margine dell’incontro di Zagabria, Plenković ha sottolineato che l’“oscuramento” dei canali croati “è sicuramente dovuto a determinate difficoltà nel passaggio dal segnale analogico a quello digitale, attualmente in corso in Italia”. “Speriamo di trovare una soluzione – ha ribadito Plenković – assieme ai nostri amici italiani”. Però, il segretario di Stato ha voluto lanciare un monito. Le frequenze sono regolate dal piano internazionale, che viene concordato nell’ambito dell’Unione internazionale di telecomunicazioni. “Noi siamo in contatto con il segretario di questa organizzazione” e “sicuramente internazionalizzeremo questo problema”. Plenković ha concluso affermando che lo statuto dell’Unione “prevede precisi meccanismi” per risolvere i disturbi e le vertenze inerenti alle trasmissione televisive. In questo senso, la Croazia “intraprenderà tutte le azioni giuridiche necessarie” in modo da risolvere quanto prima il problema, “soprattutto in diretto contatto con l’Italia”.

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