Una valigia per la storia: quando gli oggetti rompono il silenzio

19.01.2026 – Cosa può contenere una vecchia valigia? Per gli studenti della classe 3A  guidati dalla professoressa Caterina De Fine, della Secondaria di I grado “G. Pascetti” dell’IC Falcone-Borsellino di Sesto Fiorentino (FI), la risposta non è arrivata dai libri di testo, ma dal contatto tattile e visivo con la realtà. Giovedì 15 gennaio, l’aula si è trasformata in un laboratorio di memoria viva grazie all’incontro con Graziella Declich, testimone diretta delle complesse vicende del confine orientale.

L’iniziativa si è svolta grazie all’interessamento della dirigente scolastica Rosa Gaimari nell’ambito del Progetto/Concorso Regionale “Testimoni del Ricordo”, promosso con l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Toscana. Come referente del progetto per l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), ho voluto sperimentare un approccio nuovo, e i risultati hanno superato ogni aspettativa.

L’incontro ha segnato un momento di svolta metodologica: è stata infatti la prima volta che abbiamo portato in aula la “valigia” come strumento didattico. Non appena è stata aperta e i primi oggetti sono stati mostrati, il silenzio della soggezione ha lasciato il posto a una curiosità vibrante. Gli alunni non sono stati spettatori passivi, ma hanno “interrogato” quegli oggetti, trasformandoli in chiavi di lettura per comprendere concetti storici che spesso appaiono distanti e astratti. È stata proprio questa scintilla a fare da volano per l’intera mattinata.

Una domanda e tre parole: perché il Giorno del Ricordo?

Alla domanda centrale — perché celebrare il Giorno del Ricordo? — ha risposto simbolicamente il Tricolore. Quella bandiera ha spiegato che questa è una storia che riguarda l’Italia intera, una memoria per troppo tempo rimasta chiusa nei “cassetti della storia” e che oggi finalmente torna alla luce.

L’analisi didattica si è poi snodata attraverso tre parole chiave, umanizzate dalla testimonianza di Graziella Declich, esule istriana:

  • Frontiera Adriatica: Non solo un confine geografico, ma uno spazio di incontro e scontro. Cartine e bandiere hanno aiutato i ragazzi a visualizzare i mutamenti geopolitici di quelle terre.
  • Foibe: Un momento di riflessione profonda sulla tragedia delle violenze, affrontato con delicatezza ma senza sconti sulla verità storica. Il volto di Norma Cossetto ha dato dignità e umanità al dramma.
  • Esodo: La valigia stessa è diventata il simbolo fisico dello sradicamento. Il passaporto provvisorio dei nonni, la vecchia coperta del CRP (Centro Raccolta Profughi) e la terra rossa d’Istria hanno permesso ai ragazzi di immedesimarsi nel dolore di chi ha dovuto lasciare tutto.
Graziella Declich

La forza dell’incontro non è rimasta solo negli oggetti, ma si è riflessa negli sguardi degli studenti. Graziella Declich ha percepito una connessione profonda tra il suo passato e il presente di quei banchi di scuola.

«I ragazzi, che hanno l’età in cui io ho vissuto il disagio della solitudine e dell’indifferenza, mi guardavano seri – ha confidato Graziella Declich a margine dell’incontro – Ho avvertito la loro comprensione e la loro sincerità: si sono immedesimati in qualche modo in quel dolore lontano ma ancora così tangibile».

La sua capacità di dialogare con i ragazzi ha dimostrato che la memoria non è un sterile esercizio scolastico, ma un alto impegno civile. «Vedere i ragazzi così coinvolti dal valore simbolico degli oggetti ci conferma che la didattica della memoria ha bisogno di concretezza».

L’incontro si è concluso con un lungo applauso e una pioggia di domande: un segno inequivocabile che quella valigia, una volta aperta, non verrà più chiusa. I contenuti e le storie che ne sono scaturiti rimarranno spalancati nella mente e nel cuore degli studenti di Sesto Fiorentino, così come accadrà per i molti altri ragazzi che accoglieranno questa e altre testimonianze nei prossimi incontri.

Daniela Velli
Presidente del Comitato provinciale di Firenze dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
Consigliere nazionale ANVGD

Daniela Velli (Presidente ANVGD Firenze) tra le sorelle Graziella ed Edda Declich, attive testimoni nella scuola
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