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Toth: non si fermerà il cammino della Federazione verso un futuro costruttivo

In una lettera al Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli, Renzo Codarin, il Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio, Gen. Silvio Mazzaroli, ha comunicato ufficialmente il 24 maggio scorso che il suo sodalizio è uscito dalla Federazione stessa. In Sede di Consiglio federale riunito a Mestre il 26 maggio, anche l'Unione degli Istriani ha formalizzato la sua uscita.
La componente polesana e istriana all'interno della Federazione è garantita dai numerosi Esuli da Pola e dall'Istria rappresentati dall'ANVGD, che prosegue nel suo impegno insieme con il Libero Comune di Fiume e il Libero Comune di Zara in Esilio.
La defezione del Libero Comune di Pola  e dell'Unione degli Istriani giunge agli inizi del percorso intrapreso dalla Federazione con il «Tavolo di coordinamento» con il Governo sui temi più importanti per gli Esuli e riassunti nel documento unitario dei «Nove punti». Questo, al riguardo, la dichiarazione del presidente nazionale ANVGD, Lucio Toth.

Non si fermerà il cammino della Federazione verso un futuro costruttivo. Le associazioni che hanno annunciato l'uscita dalla Federazione degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati si assumono una gravissima responsabilità storica e morale verso il mondo degli esuli, i loro diritti e le loro concrete aspettative a breve e lungo termine.
Il loro gesto rischia soltanto di intaccare il potere contrattuale delle associazioni nei confronti del Governo e dello Stato italiano, che è il principale interlocutore delle nostre istanze e con il quale sono in corso in questi giomi serrati incontri tesi a risolvere i problemi delle restituzioni e degli indennizzi dei beni perduti, nonché la soluzione delle vertenze pendenti in materia di case popolari e di contributi previdenziali.
Si è arrivati a rimproverare alla Federazione di avere ottenuto dal Parlamento il Giorno del Ricordo delle Vittime delle Foibe e dell'Esodo giuliano-dalmata del 1947, oltre al finanziamenti per la tutela del patrimonio storico e culturale italiano dell'Istria, del Quamaro e della Dalmazia, di cui nessuno parlava più.
Dei risultati ottenuti invece siamo fieri perché sono l'unica porta aperta verso il futuro: quella che ha fatto conoscere all'Italia e all'Europa non solo la tragica vicenda del nostro Esodo, ma la grande tradizione culturale delle nostre terre. Che tali rimangono anche se fanno parte di altri Stati, che sono o saranno parte dell'Europa Unita.
In chi accusa la Federazione non c'è ombra di programma alternativo, se non un ritorno a un protestarismo di 60 anni fa, vittimistico e improduttivo.
C'è un 'ideologia del passato, perdente in partenza e perciò distruttiva, perché pretende di riportare indietro l'orologio dell'Italia e dell'Europa.
La novità e il progresso stanno nella Federazione, che non si fermerà nella sua azione, che discende da una visione storica e culturale di largo respiro: l’unica che tutti, e i giovani innanzi tutto, possono capire e condividere.
Lucio Toth
, Presidente ANVGD

Roma, 28 maggio 2007

 

A completamento dell'argomento, nella nostra Rassegna stampa trovate l'articolo di fondo che uscirà su Difesa Adriatica di giungo a firma della direttrice Patrizia Hansen. Potete leggerlo anche cliccando su questo link http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=626&Itemid=144

 

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