Osimo, cinquant’anni dopo

16.11.2025 – Cinquant’anni fa il Trattato di Osimo colse di sorpresa l’opinione pubblica triestina e la comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati, ma nell’indifferenza generale. Frutto di trattative condotte parallelamente ai canali della diplomazia ufficiale, tale Trattato chiudeva in maniera internazionalmente riconosciuta la questione di Trieste, che il Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954 aveva sostanzialmente congelato, restituendo la Zona A del mai costituito Territorio Libero di Trieste all’amministrazione civile italiana e la Zona B all’amministrazione civile jugoslava.

In base al diritto internazionale e nell’ottica degli interessi nazionali, l’Italia aveva margini di manovra per recuperare la sovranità sui distretti di Capodistria e di Buie, anche se il processo di assimilazione agli apparati politici ed economici della Jugoslavia comunista era sostanzialmente completo e l’esodo aveva ridotto ai minimi termini la comunità italiana autoctona. Cosa portò a firmare il 10 novembre 1975 il Trattato di Osimo? Quali interessi si mossero? Quale fu la reazione di triestini ed esuli istriani?

Il Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazi ha affrontato questi argomenti nella videoconferenza del Prof. Davide Rossi (Università degli Studi di Trieste) “Osimo, cinquant’anni dopo”.

 

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