Il 28 febbraio 1940 nasceva a Montona Mario Andretti

28.02.2026 – Il 28 febbraio 1940, nello stesso giorno in cui a non troppi chilometri di distanza nelle miniere dell’Arsa si consumava una tragedia, nasceva a Montona Mario Andretti. Prima che “Andretti” diventasse un simbolo di velocità, c’è un ragazzo con un accento che non lo abbandonerà mai del tutto, un gemello (Aldo) e una storia lontana dai riflettori: dopoguerra, campo profughi in Italia, poi l’emigrazione negli Stati Uniti nel 1955.

È qui che la parabola diventa americana senza smettere di essere europea: meccanica imparata “con le mani”, gare locali, quindi la scalata a ogni disciplina possibile, come se il volante fosse una lingua unica. Nel 1968 arriva Watkins Glen: debutto in F1 e pole position. Non “si adatta”: impone subito un ritmo. Dieci anni dopo, il 1978 è l’apice: sei vittorie e titolo mondiale con la Lotus, soprattutto con la Lotus 79, l’auto che porta il “ground effect” al centro della grammatica tecnica della F1. Ma dentro il trionfo entra anche il vuoto: Monza e la tragedia di Ronnie Peterson, una ferita che resta appesa a quel mondiale.

La grandezza, però, sta anche fuori dall’Europa: Daytona 500 (1967), Indy 500 (1969) e Mondiale F1 (1978). Non solo versatilità: la prova che un pilota può essere completo davvero. E poi la fotografia più umana: il ragazzo nato in un lembo d’Italia che non è più Italia, passato attraverso il disordine della storia, capace di trasformare il cognome in un’etichetta universale.

Le origini di Andretti sono prima di tutto legate a tragici episodi della fine della seconda guerra mondiale. Nato in provincia di Pola nel 1940, infatti, deve lasciare i territori ex italiani, diventati poi jugoslavi (parliamo del terribile evento delle foibe ad opera dei comunisti di Tito).Mario, ad appena 8 anni, arriva a Lucca dove viene sistemato assieme ad altre famiglie di esuli istriani e dove resta sino a quando lo zio non lo convince ad emigrare negli States, dove si è già trasferito da qualche anno. Arriva a Nazareth (in Pensylvania) che resterà la sua residenza, ove peraltro Mario vive ancora oggi. 

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