Bruno Bonetti. Mio nonno, “un patriota dalmata” a Trieste. Storia dei Bonetti di Zara

27.10.2026 – Il vicepresidente del Comitato provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Bruno Bonetti, ha presentato il suo ultimo libro dedicato alla storia della famiglia, originaria della Dalmazia, che fu sradicata dagli esodi che colpirono la comunità italiana autoctona. L’evento si è tenuto all’Università della Terza Età (UTE) di Udine, in Via Piemonte 82/9, mercoledì 21 ottobre 2026 alle ore 17 con un folto pubblico. Patrocinata dal Club UNESCO di Udine, la presentazione aveva il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Ecco il titolo dell’interessante volume: “Bruno Bonetti. Mio nonno, ‘un patriota dalmata’ a Trieste. Storia dei Bonetti di Zara”, edito da Aska di Firenze 2026. “Si tratta di un libro affascinante e commovente, scritto con un’attenzione certosina – si legge in una recensione nel web – L’Autore pubblica una ricerca genealogica stupefacente con antenati d’origine italico-latina, come i de Buffalis, attestati a Traù, città di fondazione greca sulla costa dalmata, sin dal 1063, o come i Vitturi, presenti colà dal 1185, ai tempi dell’Impero bizantino”.

Ha aperto l’incontro la professoressa Maria Letizia Burtulo, presidente dell’UTE di Udine. “È un evento che segna la collaborazione della nostra università con l’associazione degli esuli giuliano dalmati, questo libro è su un ampio periodo storico e tratta di aspetti familiari, ma la storia passa anche per le micro-storie, come in questo caso”.

Ha avuto la parola in seguito Bruna Zuccolin, Presidente dell’ANVGD di Udine, che ha ringraziato i presenti per la grande partecipazione, con particolare riferimento ai numerosi soci dell’Associazione Mazziniana Italiana, di cui Bonetti è presidente della sezione friulana “Luciano Bolis”. “Voglio ringraziare anche il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia per il prezioso contributo all’opera – ha aggiunto Zuccolin – e sono contenta che Bonetti abbia raggiunto il suo scopo, rivendicando la memoria senza i nazionalismi del secolo precedente, nel solco dei valori europei”.

L’incontro culturale è stato introdotto dallo storico Mauro Tonino, del Consiglio direttivo dell’ANVGD di Udine. “La componente italofona della Dalmazia – ha detto Tonino – ha dato un contributo notevole all’Italia nella complessità del confine orientale”. Poi lo scrittore ha parlato di “Zara come la Dresda italiana per i 54 bombardamenti subiti nel 1943-1944. Vorrei ricordare soprattutto il decreto del 1866 dell’Imperatore Francesco Giuseppe con cui fu cancellata la lingua italiana dalle terre sotto il suo dominio, alimentando i nazionalismi slavi, per finire nel turbine del totalitarismi del Novecento”.

Ha parlato poi Bonetti, mostrando alcune fotografie degli antenati di San Pietro della Brazza, di Zara, di Spalato e di Trieste, per arrivare alla seconda guerra mondiale e al Friuli. L’intervento dell’Autore è stato intervallato da alcune piacevoli letture di Buna Zuccolin dal volume stesso. Dopo il dibattito, le conclusioni sono state affidate a Mauro Tonino, che ha sottolineato lo scarso interesse dei Savoia per Zara. Tra gli intervenuti si sono notati Dario Barnaba, ex assessore alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con un intervento sulle alte tasse pagate dagli italiani sotto l’Austria, nonché Livio Sessa, i cui avi italiani erano di Curzola (oggi in Croazia: Korčula), parente di Licio Damiani, altra famiglia dalmata di Curzola, spostatasi a Lissinpiccolo nei primi anni ’20. Tra i vari presenti c’erano alcuni insegnanti e certi soci dell’ANVGD, come la professoressa Elisabetta Marioni, delegata del sodalizio per i rapporti con le scuole, la pittrice Alessandra Candriella, di avi istriani e l’ex vicepresidente della Regione FVG Gianluigi D’Orlandi.

Fonte: ANVGD Udine

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