09.09.2026 – Cinema, fiction e documentari stanno finalmente indagando con attenzione e professionalità le pagine di storia della frontiera adriatica che troppo a lungo sono rimaste oscurate, ricordate solamente dalla comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati, che per decenni ha portato il fardello di una memoria che non veniva riconosciuta come pubblica. I grandi mutamenti degli anni Novanta e l’introduzione della ricorrenza civile del Giorno del Ricordo hanno dato il via ad una nuova fase, in cui fra l’altro registi, sceneggiatori e produttori hanno scoperto nuovi argomenti da sottoporre al pubblico, storie esemplari di una tragedia nazionale e personaggi attorno a cui costruire narrazioni capaci di spiegare le vicende delle foibe e dell’esodo.

Ospite dello spazio della Regione del Veneto – Veneto Film Commission all’interno dell’83° Festival del Cinema di Venezia, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha voluto conferire riconoscimenti ad alcune delle personalità che in questi ultimi anni hanno contribuito a portare sul piccolo e sul grande schermo la storia della frontiera adriatica.

All’incontro, coordinato dal critico cinematografico e vicepresidente nazionale dell’ANVGD Alessandro Cuk, ha preso parte l’Assessore all’Istruzione e alla Cultura della Regione Veneto Valeria Mantovan, la quale ha sottolineato l’importanza di far conoscere anche attraverso il cinema vicende così tragiche «perché non ci possono essere morti di serie A e di serie B e affinché situazioni simili non si ripetano più». Portando il saluto dell’ANVGD, la vicepresidente nazionale Donatella Schürzel ha ricordato il ruolo svolto dall’associazione nel sostenere questi progetti divulgativi, di grande importanza pure dal punto di vista didattico, prestando sempre molta attenzione alla correttezza della ricostruzione storica. Il Prefetto di Venezia Darco Pellos è figlio di profugo istriano e segue con particolare attenzione queste iniziative: «Conosciamo finalmente la sofferenza degli esuli giuliano-dalmati, ma dobbiamo ricordarci anche di chi è rimasto nell’Adriatico orientale ed ha sofferto sotto la dittatura comunista di Tito».
I riconoscimenti sono stati quindi conferiti a:
Maria Pia Ammirati, Direttore Rai Fiction, che ha evidenziato l’importanza di far conoscere la realtà storica del nostro Paese senza reticenze attraverso fiction come La rosa dell’Istria, La bambina con la valigia e Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich, che in questi ultimi anni sono state trasmesse in prima serata in occasione del Giorno del Ricordo.

Sara Lazzaro, attrice che ha interpretato il ruolo dell’amata zia di Egea Haffner, la bambina con la valigia immortalata in una fotografia che è diventata icona dell’esodo ed il film che ha raccontato la sua storia ha ottenuto un’audience del 20% in prima serata il 10 febbraio 2025.

Andrea Pennacchi, attore che è stato invece protagonista de La rosa dell’Istria, il quale, fiero del riconoscimento ricevuto, ha voluto condividere il merito con la regista Tiziana Aristarco, venuta da poco a mancare, che ha avuto la sensibilità di raccontare l’esodo portando per prima in scena lo squallore della vita in un Centro Raccolta Profughi.

Selene Gandini, attrice che ha interpretato Norma Cossetto, simbolo delle stragi nelle foibe, in Red land – Rosso Istria, film che ha fatto da apripista su questi argomenti: «Voglio ringraziare mia madre che mi ha insegnato l’importanza del libero pensiero. Adesso continuo a raccontare storie di donne che si battono affinché si realizzi un atto di luce che le faccia uscire dall’ombra».

Maximiliano Hernando Bruno, regista di Red land, ha dichiarato che quella pellicola ha segnato uno spartiacque nella sua vita: «È un lavoro artistico di cui vado fiero, perché ha contribuito a fare emergere una pagina di storia dimenticata».

Alessandro Centenaro, producer presso Venicefilm, casa produttrice che ha realizzato molte delle opere cui si è fatto riferimento in questa sede: «Ringrazio per questo riconoscimento che gratifica chi fa il lavoro pesante, certosino e quotidiano dietro le quinte necessario a realizzare film, documentari e fiction»



