19.09.2026 – Anche quest’anno l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia contribuisce con il Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana istriana fiumana e dalmata alla realizzazione de La Bancarella. Salone del libro dell’Adriatico orientale nell’ambito di Librixia – Fiera del Libro di Brescia (26 settembre – 4 ottobre 2026). Collaborano alla realizzazione dell’evento il Ministero dell’Istruzione e del Merito, la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati e la Fondazione Micheletti.

Lo stand librario della Bancarella in Piazza Vittoria a Brescia e le presentazioni librarie in programma consentiranno, nella prestigiosa cornice di Librixia, alle associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati ed agli autori che con loro collaborano di far conoscere la propria produzione libraria divulgativa e di ricerca.

Primo appuntamento: domenica 27 settembre alle ore 17:00 al Salottino RBM il Professor Davide Rossi (Università degli Studi di Trieste e Vicepresidente di FederEsuli) presenterà dialogando con il Professor Giovanni Spinelli (Direttore della Fondazione Micheletti) il libro Il lungo Novecento della frontiera adriatica. Transizioni istituzionali e modificazioni giuridiche (Rubbettino Editore, 2025). Il volume consiste in una carrellata di episodi, istituti giuridici o trattati internazionali, che seguono un determinato percorso di approfondimento che, negli anni, si è dipanato in mille rivoli e che si è provato a ricomporre in un unico filo. Si è, infatti, tentato di concentrarsi sui cosiddetti periodi di transizione, ossia quei determinati momenti che sovente rappresentano vere e proprie opportunità di innovazione, l’emersione di nuovi modelli o la commistione di schemi normativi alquanto differenti tra loro. Nel breve volgere di meno di un secolo l’Alto Adriatico ha assistito a continui passaggi di sovranità: dall’Impero Austro-Ungarico al Regno d’Italia, dal Territorio Libero di Trieste alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, cui aggiungere l’impronta ideologica fascista, prima, e comunista, poi. Processi che hanno lasciato segni indelebili dal punto di vista istituzionale e giuridico, tra resistenze ed innovazioni, permanenze e tentativi di riforme.

La frontiera adriatica è terra di incroci fra mondo latino, germanico, slavo e ungherese, senza dimenticare l’Oltremare. La sua storia è poco conosciuta dai lettori italiani, che solo nell’ultimo ventennio hanno preso confidenza con alcune vicende drammatiche del Novecento, come le foibe e l’esodo giuliano-dalmata grazie all’istituzione del Giorno del Ricordo con la Legge 92/2004. Ma per arrivare a quei momenti di tragedia, e per capirne il senso, bisogna fare molti passi indietro: il professor Raoul Pupo, a lungo docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Trieste ed esperto di chiara fama riguardo la storia del confine orientale italiano, ha realizzato una Storia della frontiera adriatica (Laterza, Roma-Bari 2026) che muove dai castellieri protostorici, si sofferma sulla novità epocale della romanizzazione, attraversa il Medioevo e l’età moderna, per poi giungere al cosmopolitismo nei porti franchi asburgici di Trieste e Fiume, fino al suo tramonto davanti ai processi di nazionalizzazione. Arrivano poi le guerre mondiali, il fascismo di confine, le stragi delle foibe e gli spostamenti forzati di popolazione. Si tratta di un vero e proprio manuale che l’autore presenterà giovedì 1 ottobre in un duplice appuntamento insieme a Caterina Spezzano (dirigente MIM) ed al Prof. Gianni Spinelli: alle ore 10:00 nel corso di un incontro con le scuole all’Arena di Piazza Vittoria; alle ore 17:15 presso il Mo.Ca Sala Danze salottino. Contestualmente il giornalista Andrea Mazzanti presenterà l’applicazione, impostata seguendo le Linee guida per la didattica della frontiera adriatica licenziate nel 2022 dal Ministero dell’Istruzione, La Frontiera Adriatica.

Sabato 3 ottobre alle ore 12:00 nell’Arena di Piazza Vittoria verrà invece presentato il testo collettaneo Identità oltre i confini. Generazioni a confronto per una nuova frontiera adriatica (Baldini+Castoldi, 2026). L’imprenditore Andrea Bolla, la Professoressa Maria Elena Depetroni ed il Professor Davide Rossi rappresentano tre prospettive diverse che hanno concorso alla realizzazione del libro e dialogheranno con Giulio Tosini (Vice Direttore di Brescia Oggi). Quest’opera è nata da una domanda essenziale: come trasformare una memoria dolorosa in una risorsa per le nuove generazioni e per l’Europa che verrà? Attraverso contributi autorevoli e voci diverse per esperienza, formazione e provenienza, il libro intreccia ricostruzione storica, testimonianza e riflessione civile. Alle tragedie del Novecento – guerre, foibe, esodi, nazionalismi e ideologie contrapposti – si affianca un’ulteriore prospettiva, che guarda alla riconciliazione, all’educazione e alla costruzione di un’identità europea capace di andare oltre i confini. Nel solco del gesto simbolico compiuto dai presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor davanti ai luoghi simbolo delle tragedie del confine orientale e dell’esperienza condivisa di Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura 2025, queste pagine diventano un ponte tra passato e futuro.

