23.10.2026 – L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia presente con il suo presidente Renzo Codarin, mercoledì sera, alla proiezione del docufilm “Sence tišine – Le ombre del silenzio – Die Schatte Der Stille” diretto da Jure Kreft e Darko Sintič, e realizzato nell’ambito del progetto europeo Re4Healing: Crossborder Remembrance, Reconnection, Restoring and Resilience (Commissione Europea, CERV), coordinato da Katja Hrobat Virloget della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università del Litorale. Questo film affronta le memorie etniche e ideologiche silenziate lungo il confine e oltre in Slovenia, decostruendo così gli approcci nazionalisti alla rappresentazione della storia, in cui ogni nazione conosce solo la propria storia, dove ognuno si sente vittima unica del vicino e disprezza la sofferenza dell'”altro”. Il film trascende queste storie conflittuali e parallele mostrando identità complesse e il difficile passato della zona di confine e dell’area circostante attraverso storie personali. Il film descrive fenomeni noti ad alcuni spettatori perché trasmessi per via orale attraverso le famiglie, rivelando al contempo altri aspetti rimasti inascoltati nella memoria collettiva dominante.

Il film presenta scioccanti testimonianze personali sull’esodo istriano – la partenza della maggior parte degli italofoni dall’Istria, l’espulsione dei tedeschi dal territorio sloveno e l’immigrazione postbellica nelle città abbandonate. Tutti e tre i gruppi di spettatori – sloveni, italiani e austriaci – hanno in comune il fatto di appartenere alla nazione maggioritaria, di non comprendere cosa significhi vivere ai margini come membri di una minoranza nazionale. Allo stesso tempo, il film solleva anche questioni ideologiche legate alle storie taciute all’interno delle famiglie. Il successo del film non può essere attribuito unicamente al suo approccio inclusivo alla narrazione del complesso passato della regione sloveno-italiana-austriaca, ma piuttosto al suo messaggio più ampio sulla necessità di ascoltare “l’altro” in senso più ampio nel mondo, soprattutto nelle società post-conflitto.
È proprio grazie a questo profondo messaggio sulla complessità e sulla costruzione della pace, grazie alla regia raffinata, all’eccellente fotografia, alla delicatezza del disegno e alle commoventi storie personali che il film sta riscuotendo successo in Europa e nel mondo. Il film è stato inserito nel programma competitivo dei lungometraggi del Festival del Cinema Sloveno di Portorose di quest’anno ed è stato invitato a importanti festival cinematografici a Corinto, Taranto, e presso università di Parigi, Marsiglia, Zara, Zagabria, ecc.

