Nuovo libro: Bruno Bonetti. Mio nonno, “un patriota dalmata” a Trieste

19.10.2026 – Il vicepresidente del Comitato provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Bruno Bonetti, ha pubblicato un libro dedicato alla storia della sua famiglia, originaria della Dalmazia e poi sradicata dall’Esodo, rectius dagli esodi che colpirono la comunità italiana autoctona nella regione.

Bruno Bonetti. Mio nonno, “un patriota dalmata” a Trieste. Storia dei Bonetti di Zara (Aska, Firenze 2026) verrà presentato  in anteprima assoluta mercoledì 21 ottobre 2026 alle ore 17:00 presso l’UTE “Paolo Naliato” in Via Piemonte n. 82/9 a Udine. 

Si tratta di un libro affascinante e commovente, scritto con un’attenzione certosina. L’Autore pubblica una ricerca genealogica stupefacente con antenati d’origine italico-latina, come i de Buffalis, attestati a Traù, città di fondazione greca sulla costa dalmata, sin dal 1063, o come i Vitturi, presenti colà dal 1185, ai tempi dell’Impero bizantino.

Le pagine in lettura scorrono velocemente per lo stile agile e chiaro. Alcuni brani sono scritti in punta di penna, mettendo a nudo la storia familiare nel bene e nel male, travolta come fu dai fatti storici. Bruno Bonetti racconta molto del nonno omonimo, come si intuisce dal titolo, ma affonda le radici in oltre mille anni di storia. Ne esce una serie di biografie, con dati documentati finemente. È messo in mostra perfino il carattere di alcuni avi con dovizia di particolari, in base alle ricerche d’archivio, oltre dai ricordi familiari.

I popoli sotto il dominio austriaco vivevano normalmente sino al decreto del 1866 dell’Imperatore Francesco Giuseppe che segnò la segregazione degli italiani di Dalmazia e il divieto dell’uso della lingua italiana, che era lingua ufficiale con il tedesco. Cecco Beppe volle così favorire i popoli slavi, sperando di tenersi buoni tutti i Balcani. L’intento fallì, anzi col 1914 iniziò proprio la caduta del suo Impero multinazionale.

La famiglia Bonetti, con tutti i suoi parenti ed affini viene così coinvolta e sconvolta dai totalitarismi del Novecento al confine orientale. L’intento biografico non indugia nemmeno quando tocca riferire il suicidio di qualcuno. In lingua friulana si direbbe che “e je tant che une straçarie di afiets sopressâts da la storie” (è come una stracciamento di affetti schiacciati dalla storia).

È rievocata dunque la vita del nonno Bonetti (1879-1933), figlio del consigliere di Stato Luigi, e della famiglia Bonetti di San Pietro della Brazza, che visse il primo esodo nel 1918-’21 e il secondo da Zara nel 1944. L’italofono nonno Bonetti fu costretto a frequentare le scuole in croato a Ragusa e a Spalato, dopo che nel 1881 la Dieta dalmata lo proclamò lingua ufficiale a scapito dell’italiano, come accennato.

Sempre lui, a Spalato, da studente subì i pestaggi degli estremisti croati contro i concittadini italiani. Fu espulso dall’Università di Vienna, per aver partecipato ai moti filoitaliani, dovendo proseguire gli studi a Graz, dove altri violenti studenti croati, nel 1901, lo perseguitarono con percosse. Da funzionario postale firmò il Memoriale dei 502 impiegati di nazionalità italiana a Zara. Il 23 settembre 1919 fu tra i mille zaratini che al Teatro Verdi giurarono sul tricolore italiano di lottare per l’annessione: Italia o morte! Dopo la Grande guerra espatriò a Trieste nel 1921, dove fondò la Società dalmatica.

Ci sono nel bel libro anche tanti altri personaggi della cultura e dell’industria italiana in Dalmazia, oltre ad intensi volti femminili: Evelina Bonetti, oppure Gina e Ida. Sono donne di Zara sconvolte dalla seconda guerra mondiale e dall’esodo al confine orientale, fino in Veneto e in Lombardia. Comunque i Bonetti di qua e di là del Mare Adriatico oggi si frequentano. Sono cittadini europei.

Bruno Bonetti, Bruno Bonetti. Mio nonno, “un patriota dalmata” a Trieste. Storia dei Bonetti di Zara, Aska, Firenze 2026, pagg. 144.

L’AUTORE – Bruno Bonetti (Gorizia 1968) laureato a Trieste in Filosofia e in Scienze politiche, e perfezionato all’Università di Barcellona, ha collaborato nel 2006 con l’Università Nazionale Autonoma del Messico. Dipendente della pubblica amministrazione dal 1995, è funzionario specialista in attività culturali presso i Comune di Tarcento (UD) dal 2005. Ha pubblicato vari saggi e libri di ricerca storica, come Manlio Tamburlini e l’albergo Nazionale di Udine (L’Orto della Cultura, 2017). Acuto conferenziere, è vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, nonché presidente della sezione friulana “Luciano Bolis” dell’Associazione Mazziniana Italiana.

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