4 Novembre: dalla Festa della Vittoria al Giorno dell’Unità Nazionale

04.11.2026 – Il 4 Novembre è una data importante nella storia italiana, una ricorrenza che porta con sé il ricordo della fine della Prima guerra mondiale, il sacrificio di centinaia di migliaia di italiani e una serie di vicende storiche e politiche che meritano ancora oggi una riflessione.

Originariamente, dopo la conclusione della Grande Guerra, il 4 novembre venne celebrato come “Festa della Vittoria”, proclamato Festa Nazionale per commemorare la vittoria italiana nel conflitto e il completamento del processo risorgimentale con l’annessione delle ultime terre considerate irredente: il Trentino, la Venezia Giulia, l’Istria e la Dalmazia.

Quella denominazione rimase in vigore fino al 1949, quando, con la legge 27 maggio 1949, n. 260, la ricorrenza assunse il nome di “Giorno dell’Unità Nazionale”, associato alla celebrazione delle Forze Armate.

A prima vista potrebbe sembrare una semplice modifica formale, un’operazione semantica dettata dalla necessità di aggiornare il significato della ricorrenza al nuovo contesto repubblicano. In realtà, dietro quel cambiamento si nascondeva una questione ben più profonda e dolorosa.

Nel 1949, infatti, parlare di vittoria non era più così semplice. Quella vittoria era costata all’Italia circa 650.000 morti, oltre a un numero enorme di feriti, mutilati e famiglie distrutte. Un sacrificio umano immenso, compiuto anche nel nome del ricongiungimento alla Patria delle terre irredente.

Ma il quadro geopolitico era ormai radicalmente mutato. Con “l’infausto Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947”, l’Italia, uscita sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, aveva perso gran parte dei territori conquistati o acquisiti dopo la Prima guerra mondiale. Fatta eccezione per il Trentino, l’Istria, gran parte della Venezia Giulia, Fiume e Zara non appartenevano più allo Stato italiano.

Si veniva così a creare una contraddizione storica difficile da ignorare: come celebrare una vittoria il cui risultato territoriale, pagato con il sangue di centinaia di migliaia di italiani, era stato in gran parte cancellato dagli eventi successivi?

Claudio Giraldi
Presidente del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

 

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