Zagabria: l’arcivescovo bolla i crimini dei titini coperti dall’antifascismo

da "Il Gazzettino" del 26-08-2007

 

Il cardinale croato Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria, ha affermato ieri in una predica che “spesso l’antifascismo in Croazia non è altro che una dissimulazione dei crimini commessi dai partigiani titini e dai comunisti jugoslavi”.
La stampa croata ne ha riferito con evidenza. Parlando davanti a circa trecento sacerdoti e una ventina di vescovi radunatisi nel villaggio istriano di Lanischie per commemorare il 60mo anniversario della morte di un prete locale, Miroslav Bulesic, ucciso dai comunisti nel 1947, il massimo prelato croato ha tuonato contro i crimini del regime del maresciallo Tito, che secondo stime della Chiesa cattolica, in Croazia avrebbe ucciso quasi 300 preti durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra.
Dobbiamo far sapere ai giovani –ha detto Bozanic- che quello che spesso troppo facilmente viene indicato come antifascismo qui in Istria, ma anche in altre parti della Croazia, non è altro che una dissimulazione dei crimini compiuti dai partigiani titini”.
Il cardinale ha ricordato che per i crimini dei partigiani nessuno ha mai risposto in un’aula giudiziaria. “I crimini commessi dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi non potevano e non possono –ha affermato il vescovo- essere una copertura per quelli dei comunisti”.
Alle parole del cardinale Bozanic ha fatto subito eco il vescovo di Gospic e Senj, Mile Bogovic, conosciuto per le sue forti posizioni di destra, che ha voluto ricordare “i 302 sacerdoti uccisi durante e dopo la guerra, un quarto del clero croato dell’epoca, in stragrande maggioranza per mano dei partigiani titini e solo in una piccola percentuale per quella degli italiani e dei tedeschi”.
Molti storici hanno finora avallato le tesi esposte dai prelati croati sui crimini partigiani titini contro il clero, inserendoli, però, nei metodi di lotta dei titini contro i nemici ideologici e di classe adottati dal regime titoista nei primi anni dopo l’arrivo al potere, quando persero la vita migliaia di cittadini nel corso di epurazioni.
Inoltre, molti dei chierici uccisi si erano apertamente schierati con il regime filo-nazista degli ustascia croati, e pertanto furono giustiziati come collaborazionisti; molti altri però vennero uccisi solo in quanto preti.