Volontari irredenti in soccorso dei terremotati abruzzesi

13.01.2026 – Quando l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia dando inizio nell’estate del 1914 alla Prima guerra mondiale, centinaia di giovani italiani ancora sudditi dell’Impero asburgico esfiltrarono nel Regno d’Italia per non rispondere alla chiamata alle armi dell’Imperatore Francesco Giuseppe.

Trentini e triestini, goriziani e istriani, fiumani e dalmati irrobustirono così la componente irredentista all’interno del fronte interventista, che chiedeva all’Italia di entrare nel conflitto per compiere quella IV Guerra d’Indipendenza necessaria a completare il percorso di unificazione nazionale avviatosi nel Risorgimento ed interrottosi il 20 settembre 1870 con la breccia di Porta Pia che portò all’annessione di Roma.

Ci fu chi come il geografo trentino Cesare Battisti battè in lungo e in largo la penisola con accesi comizi, altri già si arruolarono come volontari in attesa della dichiarazione di guerra.

Nel periodo della neutralità l’Italia fu funestata da un terribile terremoto, a pochi anni di distanza da quello che distrusse Messina e Reggio Calabria, circostanza peraltro in cui sembra che qualcuno a Vienna, allora alleata dell’Italia nella Triplice Alleanza, avrebbe voluto sferrare un attacco a sorpresa all’Italia per riprendersi il Lombardo-Veneto…

Il 13 gennaio 1915 un violento sisma colpì la regione abruzzese della Marsica, riducendo in macerie Avezzano ed altre località. Distaccamenti dell’esercito furono mobilitati per fornire assistenza ai terremotati e tra coloro i quali si offrirono volontari ci furono i volontari redenti del Regio Esercito, Nazario Sauro in primis.

Se ne parla in un articolo pubblicato nell’edizione online del mensile CulturaIdentità:

https://culturaidentita.it/13-gennaio-1915-il-terremoto-che-distrusse-la-marsica/

 

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