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Vergarolla: memoria condivisa (Arena di Pola 28 ago)

L'Arena d'agosto è tradizionalmente incentrata sul ricordo dell'eccidio di Vergarolla, l'atto criminoso che convinse i cittadini di Pola  della necessità di affrontare l'esilio per sopravvivere. Lo è a maggior ragione quest'anno, nel 62° Anniversario di quella tragedia, poiché al riguardo sono emersi elementi che non possono essere sottaciuti.

I documenti recentemente emersi dagli archivi segreti inglesi hanno, in una certa misura, convalidato una verità che già conoscevamo e che, pur senza prove certe, era per noi tutti molto più di una semplice, intima convinzione: non d'incidente si era trattato ma di un vile attentato terroristico, perpetrato da mani assassine dirette dall'OZNA, la famigerata polizia segreta della Jugoslavia di Tito e rivolto, a guerra ampiamente finita, contro la locale inerme
popolazione italiana. Sicuramente lo sapevano, e con ben maggiori certezze, anche altri; lo sapeva anche l'Italia, ma tutti, per pavidità e convenienza, hanno preferito tacere per oltre sessant'anni. Quella emersa è, pertanto, una verità scomoda che tocca tanti nervi scoperti, come quelli di alcuni ambienti ultranazionalisti croati.

Rientra, probabilmente, anche in quest'ottica la polemica, tutta croata, che ci ha visti, nostro malgrado, coinvolti nella prima decade d'agosto. Il parlamentare croato, nonché vice presidente della Dieta Democratica Istriana, Damir Kajin, prendendo a pretesto “inquietanti scritte inneggianti al fascismo” (“Istria- Italia”, “Parenzo fascista”) apparse nella cittadina croata, nonché l'intitolazione ad Alida Valli dell'ex cinema polese “Zagreb”, forse (in altre circostanze si era schierato a favore degli italiani, ad esempio, per quanto riguarda l'acquisto di beni immobiliari) solo per controbilanciare la sua contrarietà all'uso dell'Arena per un concerto del cantante croato, ustascia e neonazista, Thompson, si è espresso criticamente nei confronti della nostra – non solo – annuale celebrazione.
L'ha definita un atto di benevolenza verso il fascismo italiano e di inopportuna tolleranza per la venuta in Città del Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio per la commemorazione delle vittime di Vergarolla. Ha, inoltre, tacciato il sottoscritto di essere persona che nei confronti della Croazia ha posizioni negative, il che equivale ad averle anche nei confronti dell'Istria e, pertanto, da non contattare, incontrare o offrirgli collaborazione. Tutto sommato, una ventata di anti italianità, ad uso squisitamente interno, che non ci sorprende e non ci turba.

Ciò che, invece, ci ha piacevolmente colpiti è che nella diatriba non si sono minimamente lasciati coinvolgere i rappresentanti della nostra locale comunità nazionale. Lo attestano le dichiarazioni del presidente dell'Unione Italiana e deputato della CNI al Sabor, Furio Radin, secondo il quale le scritte di Parenzo possono essere attribuite a qualsiasi estremista o gruppo di estremisti contrari alla civile convivenza in Istria di italiani, croati ed altri ed un articolo, dal provocatorio titolo “ŠČavi raus” (attenzione alla modalità di scrittura), pubblicato sulla “Voce del Popolo” del 16 agosto, che lascia ben pochi dubbi sul fatto che le predette provocazioni possano essere state perpetrate da elementi slavi per lacerare il delicato tessuto sociale istriano ed intimorire gli istriani del “litorale” in vista delle imminenti elezioni in Slovenia. Lo attesta, soprattutto, a testimonianza che la celebrazione di Vergarolla non è assolutamente “solo” nostra, lo scritto, senza peli sulla lingua, della “rimasta” Ester Sardoz Barlessi che pubblichiamo, come fondo di prima pagina, su questo stesso giornale. Così, quella collaborazione che sarebbe dovuta esserci rifiutata, ci è stata invece offerta, in maniera innovativa ed assai significativa.

A prima vista la celebrazione di quest'anno potrebbe essere definita, non essendoci stati a scanso di prevedibili provocatorie contestazioni discorsi in piazza, in “tono minore” ma, a guardar bene, così non è stato. Preceduta da una deposizione “privata” di fiori al Cippo che ricorda le vittime di Vergarolla, la tradizionale Messa in Duomo, celebrata alla sera di domenica 17 da don Staver, è stata seguita da numerosissimi fedeli in gran parte “rimasti”, affiancati dai non molti “esuli” obiettivamente presenti, ed impreziosita dal Coro Mariani che, a conclusione, si è esibito in un coinvolgente Va' pensiero che ha strappato più di qualche lacrima. Lunedì 18, invece, il 62° Anniversario della tragedia è stato commemorato, alla presenza di una limitata rappresentanza di entrambe le comunità, per la prima volta proprio nella baia di Vergarolla, sul luogo stesso dell'eccidio, raggiunto questa volta via terra e non via mare, come due anni fa.
Non è una precisazione di poco conto, perché la baia è “zona militare” e per accedervi è stato necessario un permesso speciale che è stato concesso dall'Autorità militare di Zagabria, che ha così ufficialmente riconosciuto la celebrazione. E' stata l'occasione per lanciare in mare, in omaggio alle Vittime, corone di fiori e, soprattutto, per chiarire alla stampa presente, sia da parte di chi scrive che del vice sindaco di Pola, Fabrizio Radin, le uniche e sole finalità della manifestazione: rendere omaggio alla memoria di tante vittime innocenti e cercare, sulla base di una memoria condivisa, forse la sola oggi esistente, di rinforzare il dialogo tra le comunità degli esuli e dei rimasti di Pola, il tutto al di fuori di qualsiasi strumentalizzazione politica. Così si è fatto nel recente passato e così si cercherà di continuare a fare in futuro.
Sono le primissime ore di domenica 24 agosto. E' buio e piove a dirotto. Mi sono alzato a scrivere perché non posso dormire. Fuori un vero e proprio spettacolo di luci e suoni. Il cielo è denso di nubi nere illuminate dal bagliore dei lampi; rumoreggiano i tuoni e sibila il vento. E' il classico temporale di fine agosto che preannuncia la prossima fine dell'estate. Immagino che anche a Pola, la nostra Arena, sia circondata dalla stessa atmosfera.
Guardo dalla finestra e sulla linea dell'orizzonte, lontano verso l'Istria, s'intravvede una tenue striscia di luce che lascia presagire, forse più tardi, una giornata di sole. Ritorno con la mente agli avvenimenti degli ultimi giorni e mi sembra che le considerazioni che si possono fare al riguardo prevalgano, quest'anno, sugli aspetti di mera cronaca. Per questo, mi piace pensare che i piccoli segnali di cui ho precedentemente parlato possano preannunciare, sulla base di verità accettate e di piccoli passi compiuti da gente comune e di buona volontà, anche la fine di un'altra stagione, quella dello scontro e delle incomprensioni per lasciare il posto a quella del confronto e del dialogo.

Chissà, forse non tutto il male viene per nuocere!

SILVIO MAZZAROLI

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