18.01.2026 – Nel febbraio 1945 un presidio di fanteria di marina della divisione “Decima” della Repubblica Sociale Italiana fu assediato a Tarnova della Selva dalle forze partigiane jugoslave che operavano a ridosso di Gorizia. Il Comandante della Decima, Junio Valerio Borghese, aveva schierato alcuni reparti nella Venezia Giulia e nel Carnaro proprio per fronteggiare la minaccia partigiana, poichè era chiaro l’intento annessionistico della nascente Jugoslavia comunista di Tito nei confronti delle province del confine orientale italiano.
Indubbiamente gli uomini della Decima presero parte anche a operazioni antipartigiani agli ordini dei tedeschi che dopo l’8 Settembre esercitavano la loro autorità sulla Zona di Operazioni Litorale Adriatico (province di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana), ma cercarono anche abboccamenti con la brigata partigiana Osoppo di ispirazione patriottica per fare un fronte comune contro i “titini” nel momento in cui i tedeschi si sarebbero ritirati.
Pagine complesse di storia della frontiera adriatica che hanno creato memorie contrapposte: a Tarnova della Selva un monumento celebra la vittoria partigiana, poichè i superstiti dell’assedio dovettero effettivamente abbandonare la posizione. L’Associazione Combattenti Xa Flottiglia MAS – RSI organizza invece ogni anno in questo periodo una serie di cerimonie per ricordare quei combattimenti, commemorare i caduti e gli infoibati, ma depone anche un omaggio floreale presso il Municipio di Gorizia al Lapidario dei dipendenti comunali prelevati dal posto di lavoro a fine conflitto durante i Quaranta giorni di occupazione jugoslava, deportati e scomparsi.

Nell’intento di boicottare tale succinta cerimonia che doveva svolgersi sabato 17 febbraio, ignoti hanno lordato la notte precedente il portone del Municipio goriziano, suscitando la condanna del Sindaco Rodolfo Ziberna.
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Inqualificabile gesto quello di chi ha lordato il portone di accesso al Municipio con un liquido nero.
A spese dei cittadini si è provveduto alla pulizia, che proseguirà sino al completo ripristino.
Quando una persona sa che le proprie argomentazioni non convincono gli altri e volendo però imporre l’idea di alcuni sui molti usa la violenza, sia essa materiale o verbale. C’è chi alza le mani verso gli altri e chi distrugge o danneggia beni privati o pubblici.
Al di là delle considerazioni su chi compie questi gesti (che sia incappucciato negli scontri con le forze dell’ordine o con avversarie tifoserie sportive) rimane la tristezza per come persone, che sanno di non essere adeguate nella società e che pertanto celano per vigliaccheria la propria identità, sfogano i propri istinti con il piacere di ferire o uccidere persone che non la pensano come loro, distruggere beni pubblici che saranno pagati dai cittadini. È senza dubbio vero che si tratta di poche persone, ma è sociologicamente interessante vedere come, ad esempio sui social o nelle persone più deboli e pertanto culturalmente meno attrezzate, possono suscitare apprezzamento.
Ovviamente il Comune ha già denunciato quanto accaduto ed ora gli inquirenti cercheranno di risalire al o ai responsabili attraverso gli impianti di videosorveglianza presenti non solo in piazza Municipio ma anche nel resto della città.
Se individuati è fuori di dubbio che ai Cittadini rappresentati dal Comune non basterà il risarcimento dei danni, sempre nel rispetto delle leggi.
Oltre al Comune ed a tutti i cittadini ne hanno fatto le spese sposi ed invitati ad un matrimonio che è stato celebrato fine mattinata, con foto degli sposi e degli invitati incorniciate dall’ingresso lordato. Ed anche il deposito di un omaggio floreale ai dipendenti comunali, oggetto di deportazione da parte dei partigiani comunisti titini, che vennero uccisi solo perché avrebbero potuto rallentare l’occupazione di Gorizia da parte di una dittatura.
Ma uno dei lasciti di GO!2025 è anche quello di dover e voler insegnare, soprattutto ai giovani, le gravi responsabilità della dittatura nazista, fascista e comunista nella consapevolezza che il compito di tutti noi, di chi governa ma anche dei Cittadini, è quello di scrivere nuove pagine di storia che parlino il linguaggio della pace senza odio, il linguaggio della coesione e collaborazione sovranazionale. Ed il tempo, che è sempre galantuomo, ridurrà sempre più il numero di persone che continuano a fomentare odio.
Rodolfo Ziberna
Sindaco di Gorizia
