18.11.2025 – Si è svolta domenica 16 novembre a Vallepietra (RM) una manifestazione promossa dall’amministrazione comunale insieme al Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ed all’Associazione Paracadutisti Italia in ricordo di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana vittima delle stragi delle foibe pianificate dalle truppe comuniste titine per colpire la comunità italiana autoctona dell’Istria con l’obiettivo di annettere la regione.

«Abbiamo voluto intitolare una panchina, un’opera d’arte unica nel suo genere, immaginata e creata dal paracadutista incursore Marcello Cofani che racchiude in essa sia il simbolismo dell’Italia (20 stecche quante le regioni italiane, che con i colori formano la bandiera tricolore) sia la tragedia delle foibe con disegni alla base che ne richiamano la memoria» spiega il Sindaco della località laziale Daniele Mioni. La panchina si sorregge in effetti su supporti raffiguranti una foiba stilizzata, la rosa in ricordo di Norma Cossetto e l’aquila che rappresenta la sua anima che vola libera nello stesso cielo in cui si librano i paracadutisti.

Donatella Schürzel, Presidente dell’ANVGD Roma, ha evidenziato che «il martirio di Norma Cossetto non è purtroppo un caso isolato di donne vittime delle stragi compiute nelle foibe dai partigiani comunisti jugoslavi, sia nell’autunno 1943, sia a guerra finita: penso ad esempio alle tre sorelle Radecchi, una delle quali era incinta, e a Giuseppina ed Alice Abbà, madre e figlia». Le dinamiche di queste ed altre uccisioni tuttavia non possono essere indicate con il neologismo del femminicidio, poiché «si trattò di omicidi compiuti nell’ambito di un’epurazione politica, in cui si colpivano anche le donne, simbolo della continuità della vita, per lanciare il segnale che in quelle terre la plurisecolare presenza italiana aveva il futuro segnato» ha specificato la professoressa Schürzel, la quale ha fatto anche un riferimento personale: «Qui a Vallepietra i miei genitori esuli istriani trapiantati al Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma trovarono il loro buen retiro: da queste montagne è possibile vedere il mare Adriatico, che per loro rappresentava il ricongiungimento con l’Istria abbandonata con tanta nostalgia. Oggi anche questa panchina guarda verso l’Adriatico e l’Istria».

Presenti alla cerimonia pure l’On. Flavio Cera (Consigliere Regionale), il gruppo dei Paracadutisti Colli Romani con una folta rappresentanza del loro corpo, Il Maresciallo della stazione dei Carabinieri di Vallepietra Federico Pistoia e Padre Alessandro, il quale ha benedetto la panchina donando un valore spirituale oltre che civile all’evento.

«Questo gesto rappresenta per Vallepietra una forte presa di posizione nel riconoscimento di una parte della storia d’Italia che per lungo tempo è stata faziosamente taciuta» ha, infine, dichiarato in una nota ufficiale il Sindaco di Vallepietra Mioni. [LS]

