Un dolore senza fine. Ricordo della tragedia giuliano dalmata e delle foibe – 08feb16

 

“Quando sento la parola esodo, cominciano a lacrimare occhi”, racconta Massimo Gustincich, classe 1930, che dovette abbandonare Fiume a sedici anni e che vive a Roma, nel quartiere giuliano dalmata sorto nella periferia capitolina negli anni cinquanta.

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