29.05.2026 – Il Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Cav. Renzo Codarin, l’Esecutivo nazionale e tutti i soci e dirigenti esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa di Anna Maria Marcozzi Keller, esule istriana e Consigliere nazionale onorario dell’associazione.
Nata a Pola nel 1934, fu accolta con la famiglia nel Centro Raccolta Profughi allestito presso la caserma Follone a Rovereto in provincia di Trento: la caserma è stata poi demolita, ma in lei rimasero per sempre i ricordi del traumatico impatto con l’iniziale diffidenza e chiusura nei confronti degli esuli giuliano-dalmati.
Imparai che c’erano due trattamenti diversi: per i “siori” e per i “poreti” e noi profughi eravamo fra questi: poveri, sporchi e fascisti”. Alla Manifattura Tabacchi dicevano: ‘Vengono a rubarci il pane, le case e gli uomini’. E in Comune le donne profughe che chiedevano condizioni più umane furono così apostrofate: ‘Cosa volete, cosa siete venute a fare a Rovereto, ritornate da dove siete venute!’
A lungo Presidente del Comitato provinciale di Trento dell’ANVGD, portò la sua testimonianza non solo nelle scuole e nelle commemorazioni ufficiali del Giorno del Ricordo, ma ne ha lasciato anche traccia scritta nel libro a cura di Elena Tonezzer Volti di un esodo (Fondazione Museo Storico del Trentino, Trento 2005) in cui aiutò la curatrice a raccogliere le storie degli esuli adriatici che avevano infine cominciato una nuova vita a Trento. Il libro raccoglie gli atti di un convegno del maggio 2003, nato su stimolo del Forum trentino per la pace, dell’ANVGD del Trentino e del direttore del Museo Storico di Trento, Giuseppe Ferrandi: alcune di queste testimonianze sono poi confluite in un omonimo documentario che ancora oggi rappresenta un importante riferimento per ricostruire l’accoglienza, la resilienza e la rinascita della comunità giuliano-dalmata in questo territorio. Nel 2018 ricevette dall’associazione culturale Uomo Città Territorio (UCT) la targa d’argento per la sua “testimonianza per la storia” e pochi anni dopo si ritirò a vivere in casa di riposo.

«Nostra Presidente per tanti decenni e vera interprete dei sentimenti, della storia e della cultura degli esuli giuliani, fiumani e dalmati, Anna Maria dette una linea molto precisa al nostro Comitato – ricorda il Presidente dell’ANVGD Trento Roberto De Bernardis – Ci ha insegnato a raccontare la nostra storia tenendoci alla larga dalla politica e dalle sue beghe, lavorando con le istituzioni. Collaborò ai progetti della memoria con la Provincia e con le scuole attraverso la Soprintendenza alla Cultura, creò una rete di contatti con le amministrazioni comunali e grazie a tutto questo abbiamo ricevuto nel 2021 dalla Provincia autonoma di Trento il prestigioso riconoscimento dell’Aquila di San Venceslao. Nel suo nome e nel suo esempio continuiamo la nostra opera di testimonianza della storia dell’italianità adriatica. Siamo a fianco dei figli, dei parenti tutti con profondo dolore nell’indelebile ricordo di Anna Maria»

