Trieste: presentata nuova collana ”Passaggi” dell’EDIT (CDM 24 nov)

Scali internazionali di letteratura, il Festival letterario internazionale organizzato dalla Casa della Letteratura di Trieste, ha presentato ieri al Caffè Tergesteo, nell'ambito della sezione Tras-porti, la collana di narrativa "Passaggi", frutto della collaborazione fra le case editrici Il Ramo d’Oro di Trieste e EDIT di Fiume. All’incontro erano presenti due tra gli autori che hanno recentemente pubblicato per questa collana: Diego Zandel, che ha parlato della prossima uscita del suo “Massacro per un presidente” e Gianfranco Sodomaco, con la raccolta di racconti Malechiaro, entrambi partecipi di una letteratura civile che si interroga sui poteri vecchi e nuovi che dominano gli equilibri societari.

Ad introdurre i due scrittori e la nuova Collana, c’erano Silvio Forza, direttore dell’EDIT e Gabriella Musetti, della casa editrice triestina Il Ramo d’Oro. Tramite quest’ultima, i volumi della collana Passaggi saranno diffusi, per la prima volta nella storia dell’EDIT, in una cinquantina di libreria italiane, compiendo il primo passo verso il difficoltoso riconoscimento nazionale come letteratura regionale, con le proprie specificità e il proprio substrato antropologico, politico e storico. Inoltre, il contatto “italiano” con l’editrice triestina agevola notevolmente la presenza dell’editore fiumano a manifestazioni e convegni letterari fuori dal territorio croato, come appunto nel caso di Iperporti.

Gabriella Musetti ha introdotto l’incontro citando i primi quattro volumi di Passaggi: “Foiba in autunno”, di Ezio Mestrovich, “Martin Muma”, di Ligio Zanin, “Racconti di guerra”, di Nelida Milani e appunto “Malechiaro” di Gianfranco Sodomaco. Silvio Forza ha quindi ricordato come altri Paesi, quali Francia, Inghilterra e Stati Uniti d’America, hanno da sempre avuto a cuore la letteratura prodotta nella propria lingua aldilà dei confini nazionali. L’Italia, invece, fa un’amara eccezione proprio per la propria letteratura minoritaria. “Passaggi” vorrebbe quindi cercare di colmare e superare l’anacronismo e l’ingiustizia storica di una condizione difficile che ha comunque ottenuto adeguati riconoscimenti di pubblico e critica.

Tra gli autori di punta della Collana, è stata ricordata Nelida Milani, (che ha pubblicato in Italia il celebre Bora, con Anna Maria Mori) come anche Giacomo Scotti, che tra i suoi numerosi volumi presto inserirà anche un nuovo lavoro proprio in Passaggi.

Venendo agli autori, Diego Zandel, istriano residente a Roma, ripropone per la seconda volta un romanzo edito da Mondadori venti anni fa, un interessante intreccio dove un terrorista delle BR e un colonnello dei servizi segreti decidono di venire a patti per scoprire chi diamine sia “Il grande vecchio”. Questa figura, nota negli anni ’70 come un misterioso personaggio che alimentava la cosiddetta Strategia della tensione ai fini dell’istaurarsi di un regime autoritario, è il fine di una sorta di giallo impegnato, dove l’autore può permettersi riferimenti arditi alla società di ieri come a quella di oggi. “Il terrorismo attuale è sicuramente su un’altra scala, ma certi metodi, come le prove false trovate alla scuola Diaz a Genova, fanno pensare. Qualche volta la fantasia ci azzecca” conclude Zandel.

Dichiaratamente negativo è invece il messaggio racchiuso nei racconti del Malechiaro di Sodomaco. A partire da una base autobiografica, si svela il suo percorso mai risolto dal 1968 ad oggi, era del male evidente e generalizzato. Il tratto costruttivo della ricerca dell’autore è l’impegno civile, quello che, secondo lui, manca in molti giovani e validi scrittori dell’odierno. La sua sofferenza sta nel non trovare ancora traccia di scritti sul “Berlusconismo e sui terribili anni Ottanta e Novanta”. Unico a salvarsi, almeno per il momento, è il Saviano di Gomorra. “Più Malechiaro di così”…si muore.

Emanuela Masseria