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Trieste l’Università Popolare svolta a destra (Il Piccolo 16 feb)

Alla fine, il grande ribaltone si è materializzato. Nonostante le ultime voci circolanti prima dello spoglio delle schede dessero la lista di centrosinistra ancora favorita, a vincere il confronto elettorale per l’Università popolare è stata la squadra del centrodestra, guidata da Silvio Delbello.

È stato proprio il presidente dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata, peraltro, a ottenere il maggior numero di preferenze con 162 voti. Alle sue spalle, due dei suoi fidi scudieri: Maria Luisa Chiariacò (150) e Ferdinando Parlato (138). E l’en plein, con quattro eletti su altrettanti posti disponibili all’interno del Consiglio d’amministrazione (gli unici elettivi, gli altri nove nomi vengono indicati da enti e istituti come prevede lo statuto), è stato mancato d’un soffio: a salvare l’onore della lista vicina al centrosinistra, infatti, ci ha pensato l’ex senatore dell’Ulivo, Fulvio Camerini. Per lui sono arrivate 117 preferenze, appena due in più di Denis Zigante (115), ultimo rappresentante della compagine opposta. Per il segretario politico della Lista per Trieste si è trattato quasi di una beffa, che il diretto interessato prende comunque con filosofia: «Per me – dice – si tratta in ogni caso di un grande risultato. La valenza individuale di Camerini ha avuto il suo peso. Per l’
Università popolare di Trieste si apre una nuova era: siamo di fronte ad una sorta di allineamento dei pianeti, Provincia a parte, visto che Stato, Regione e Comune sono governati dal centrodestra».

Camerini è stato l’unico a centrare la conferma, rispetto al quinquennio 2004-2008. «Sono state elezioni democratiche, i cui risultati vanno dunque accettati – commenta l’ex senatore -. Adesso è importante che, specialmente nei riguardi della comunità italiana in Slovenia e Croazia, giunga da parte nostra un messaggio unitario e forte di comprensione delle varie problematiche».

Oltre a Zigante, nulla da fare neanche per Stella Rasman, Renzo Grigolon e Livio Dorigo, gli altri tre componenti del team capitanato da Camerini. Identico discorso per gli outsider che hanno voluto correre individualmente: l’assessore provinciale Denis Visioli, il presidente del Collegio del Mondo unito Gianfranco Facco Bonetti ed il rappresentante permanente dell’Italia in seno al Consiglio d’Europa, Pietro Ercole Ago. Sono stati 292 i soci che si sono presentati alle urne per il voto.

Ora il Cda dovrà decidere il nome del nuovo presidente, il successore di Luciano Lago: in pole position sembra esserci proprio Silvio Delbello. (m.u.)
 

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