Trieste e Gorizia hanno commemorato la fine dell’occupazione jugoslava

13.06.2026 – Venerdì 12 giugno nella Sala del Consiglio comunale di Trieste si è svolta la cerimonia per l’81º anniversario della fine dell’occupazione jugoslava di Trieste (1° maggio-11 giugno 1945) e per la contestuale quinta Giornata della liberazione della città di Trieste dall’occupazione jugoslava (istituita con deliberazione della Giunta comunale del 26 maggio 2020).

Nota anche come il periodo dei 40 giorni, l’occupazione è negativamente ricordata per i gravi fatti che avvennero. Da parte della polizia politica vi furono arresti, uccisioni e deportazioni, richiamati anche nella motivazione della concessione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Citta di Trieste, nel significativo passaggio: “Sottoposta a durissima occupazione straniera subiva con fierezza il martirio delle stragi e delle foibe non rinunciando a manifestare attivamente il suo attaccamento alla Patria”.

In occasione della cerimonia, il presidente del Consiglio comunale, Francesco di Paola Panteca, ha portato il suo saluto alle autorità presenti. L’assessore alle Politiche delle finanziarie Everest Bertoli, in rappresentanza del Sindaco, ha tenuto l’intervento di commemorazione: “Pace. Democrazia. Libertà. Amor di Patria. È in nome di questi valori che il 25 aprile 1945 si compì l’insurrezione generale in Italia settentrionale contro i nazifascisti. Nel resto d’Italia fecero seguito alle insurrezioni l’arrivo delle truppe inglesi ed americane, il coinvolgimento dei vertici partigiani nell’amministrazione territoriale, manifestazioni patriottiche e festeggiamenti. Il primo maggio 1945 nulla di tutto ciò avvenne, poiché giunsero a Trieste le truppe dell’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, le quali avevano già reso noto che il loro intento non era solo la legittima liberazione del territorio jugoslavo dagli occupanti stranieri e dai loro collaborazionisti. Trieste, Gorizia, Monfalcone e Muggia riconoscono il valore del 25 Aprile come celebrazione nazionale della Liberazione dal nazifascimo, ma hanno istituito inoltre la ricorrenza del 12 giugno. In aggiunta e non in contrapposizione. Per ricordare che dopo la terribile presenza nazista nelle forme della Zona di Operazione Litorale Adriatico ci sono stati i quaranta giorni di terrore comunista titino”.

Il prosieguo del programma della Giornata ha previsto l’Alzabandiera in piazza Unita d’Italia, la deposizione di una corona alla lapide che ricorda l’evento nel Parco della Rimembranza, infine l’Ammainabandiera solenne.

[Resoconto completo sul sito del Comune di Trieste:
https://www.comune.trieste.it/it/novita-227102/comunicati-227104/celebrata-la-giornata-della-liberazione-di-trieste-nell81o-anniversario-della-fine-delloccupazione-jugoslava-324462]

Anche il Comune di Gorizia ha ricordato la data che segnò la fine dell’occupazione jugoslava avvenuta mentre il resto d’Italia già riassaporava la libertà e la democrazia.

«Abbiamo celebrato con una cerimonia al parco della Rimembranza la liberazione della nostra città dall’occupazione jugoslava: il 12 giugno 1945 le truppe di Tito, dopo aver occupato la città, portato violenza, deportato oltre mille persone e seminato terrore se ne andarono – spiega il Sindaco Rodolfo Ziberna, figlio di esuli istriani e dirigente nazionale dell’ANVGD – Una ricorrenza, quella odierna, dal profondo significato, volta a mantenere la verità storica dell’accaduto e dare voce alle vittime. Tutto il nostro territorio è accomunato dalla sofferenza di chi ha perso qualcuno a causa del regime di Tito: a tutte queste famiglie esprimo il cordoglio della città. L’insegnamento della storia, che è stato un importante filo conduttore anche di GO! 2025, è fondamentale per mantenere la propria identità. Noi intendiamo continuare a scrivere nuove pagine di storia, tutti insieme».

Significativamente proprio in questa giornata la rassegna in corso di svolgimento nel capoluogo isontino Bookweek ha ospitato la presentazione del libro del professor Tommaso Piffer Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzus (Mondadori, Milano 2025). Il ricercatore dell’Università di Udine si è confrontato con il giornalista del quotidiano Il Piccolo illustrando una pagina di storia della frontiera adriatica che rappresenta la premessa alle tragiche giornate della primavera 1945 che ebbero termine il 12 giugno appunto. Eliminando i vertici della brigata partigiana Osoppo di ispirazione patriottica, i gappisti friulani dimostrarono l’adesione del Partito Comunista Italiano al progetto espansionista jugoslavo nei confronti delle province del confine orientale, anche con riferimento ai grossi centri urbani, al Friuli orientale e alla fascia costiera istriana in cui la presenza slava costituiva una minoranza.

Tale ricorrenza è stata istituita pure dalle amministrazioni comunali di Muggia (TS) e di Monfalcone (GO): nell’ultima cittadina istriana rimasta entro i confini italiani è stata deposta una corona nel Municipio presso la targa che ricorda la liberazione dall’esercito jugoslavo.

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